La Fiat Uno Turbo i.e. rappresenta un capitolo significativo nella storia dell'automobilismo italiano, un'auto che ha saputo incarnare lo spirito degli anni '80 e '90, offrendo prestazioni sportive in un formato compatto e accessibile. A distanza di decenni, la Uno Turbo i.e. rimane un'icona, un simbolo di un'epoca in cui le automobili erano più che semplici mezzi di trasporto: erano espressioni di libertà, ribellione e passione per la guida.

La Nascita di un Mito: Fiat Uno Turbo i.e. 1985

Nel 1985, Fiat presentò la Uno Turbo i.e., una vettura che si discostava dalle city car pratiche ed economiche dell'epoca, proponendo un'alternativa audace e affascinante. La Uno Turbo i.e. nasceva dalla sfida di offrire prestazioni da auto sportiva in un corpo da utilitaria, un'idea già esplorata da altri costruttori europei, ma che Fiat declinò a modo suo, combinando tecnologia, leggerezza e carattere.

Il Motore: Cuore Pulsante della Uno Turbo

Il segreto del successo della Uno Turbo i.e. risiedeva nella sua meccanica sofisticata. Sotto il cofano, pulsava un motore 1.3 turbo da 105 cavalli, dotato di iniezione elettronica Bosch, accensione digitale Magneti Marelli e turbocompressore IHI raffreddato ad acqua. Questo propulsore, derivato dal FIAT 128 1.100, era un robusto monoalbero a camme in testa di 1.301 cc, capace di superare agevolmente i 10.000 giri nelle versioni aspirate da competizione.

Grazie alla concezione modulare dei propulsori FIAT, venne creato un ibrido con alesaggio della versione 1.116 cc in abbinamento all’albero motore della Delta 1500 con corsa più lunga. L’idea fu quella di abbinare a questa fantastica unità un turbocompressore IHI RHB5 VL2 e un’elettronica piuttosto evoluta per i tempi e per la categoria di automobile (Bosch LU-2 Jetronic per l’iniezione abbinata ad un’accensione Marelli Microplex MED), in modo da garantire potenza, fruibilità e affidabilità. Il motore venne rivisto a livello di testata e passaggi acqua, oltre ad essere fornito di spruzzatori olio per raffreddare i pistoni.

Sfruttando la modularità meccanica che fece la fortuna del Gruppo, a questo vivace 4 cilindri fu abbinato il buon cambio della Ritmo 105 TC, ben spaziato e sufficientemente robusto.

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Prestazioni da Vera Sportiva

La Uno Turbo i.e. offriva prestazioni da vera sportiva, con una velocità massima di 200 km/h e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi. Queste performance erano il risultato di una meccanica raffinata, con assetto irrigidito, dischi anteriori ventilati e cambio a 5 marce derivato dalla Ritmo 105 TC.

Design e Dettagli Estetici

Anche il design contribuiva all'anima grintosa del modello, con paraurti ridisegnati, spoiler posteriore, minigonne e cerchi in lega da 13” con lo scorpione Abarth. Esteticamente la vettura fu impreziosita dai parafanghetti e dalle minigonne in plastica nera mutuati dalla Uno 70 e da qualche piccolo vezzo aerodinamico senza però esagerare, come il nuovo paraurti anteriore con lip inferiore e fendinebbia incorporati e il cofano posteriore in plastica con spoiler alto integrato. La grafica venne resa più accattivante con adesivi, scritte rosse, scorpioncini sui coprimozzi e cerchi in lega da 13” con canale “largo” da 5”5.

Interni Innovativi

L'abitacolo, curato nei dettagli, prevedeva soluzioni d'avanguardia per l'epoca, come il cruscotto digitale Nippon-Seiki e l'innovativo check panel. Gli interni furono rinnovati con moquette rossa e sedili sportivi (avvolgenti, ma non troppo) e una strumentazione da sogno per l’epoca: a portata di sguardo del guidatore, oltre al tachimetro e al contagiri, erano presenti in posizione centrale il manometro del turbo, mentre sotto, il livello del carburante, temperatura acqua e olio e pressione di quest’ultimo.

Evoluzione e Versioni Speciali

Nel corso degli anni, la Uno Turbo i.e. ha subito diverse evoluzioni e aggiornamenti, che ne hanno migliorato ulteriormente le prestazioni e l'estetica.

Fiat Uno Turbo i.e. 2^ Serie (1987)

Il restyling del 1987 introdusse l’innovativo sistema antibloccaggio “Antiskid”, attivo solo sulle ruote anteriori, seguito nel 1989 dalla seconda serie, più moderna e potente: il motore salì a 1.372 cc, la turbina diventò una Garrett T2, la potenza arrivò a 116 CV e lo 0-100 scese a 7,7 secondi. Lo stile si fece più sobrio e maturo, con nuovi cerchi, interni rivisti e una versione catalizzata da 112 CV per rispettare la normativa Euro 1. Spiccò anche la variante Racing, con dotazioni da segmento superiore.

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Versioni Artigianali

Non mancarono versioni artigianali uniche, realizzate da carrozzieri come Moretti, Scioneri, Giannini e Coriasco, che personalizzavano le Uno Turbo con verniciature esclusive, interni in pelle o Alcantara e accessori di pregio.

Fiat Uno Turbo D

Nel 1986, venne presentata al Salone di Torino la Uno Turbo D; questa versione turbodiesel, disponeva di un motore da 1367 cc, con potenza di 70 CV, derivante dal motore della Fiat Ritmo1900. Esteriormente la Uno Turbo D, si riconosceva dal singolare paraurti anteriore, con fendinebbia e presa d'aria, dallo scarico cromato, e dalla scritta "Turbo D" ai lati della carrozzeria. Gli interni, erano simili alla versione turbo a benzina, tranne che per i sedili, la strumentazione e la plancia centrale. La Uno Turbo D, poteva arrivare ad una velocità massima di 165 Km/h, con accelerazione da 0 a 100 Km/h in soli 12,4 s.

L'Eredità della Uno Turbo i.e.

La produzione della Uno Turbo cessò nel 1994, dopo aver conquistato oltre 50.000 automobilisti in tutta Europa. La Fiat Uno Turbo i.e. rappresenta un mito ancora oggi, sopravvive in pochi esemplari originali e le sue quotazioni superano i 20.000 euro, ma il suo vero valore risiede nella leggenda che rappresenta.

Un'Auto che ha Segnato un'Epoca

La Uno Turbo i.e. non fu solo un successo commerciale, ma un fenomeno culturale, un simbolo di un'epoca in cui le automobili erano espressioni di libertà, ribellione e passione per la guida. La sua combinazione di prestazioni, accessibilità e stile l'ha resa un'auto desiderabile per molti giovani, che sognavano una "vita spericolata" al volante di questa piccola bomba.

Il Mito Continua

Oggi, la Uno Turbo i.e. è considerata una youngtimer di grande valore, un'auto che continua a suscitare emozioni e ricordi in chi l'ha guidata o semplicemente ammirata. La sua eredità vive nei raduni, nei forum online e nelle collezioni private, dove gli appassionati si ritrovano per celebrare un'icona che ha fatto la storia dell'automobilismo italiano.

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Come si guidava la Fiat Uno Turbo i.e.

Nei primi anni ’80 guidare una Uno Turbo IE 1300 di serie era un’esperienza decisamente mistica per un appassionato di auto sportive. Ai tempi avevo solo 14 anni, ma ebbi la fortuna di avere un papà malato di automobili che mi portò con lui a provarne una appena arrivata dal suo amico concessionario: ricordo la violenza con la quale mi schiacciava sul sedile ogni volta che mio padre, ridendo di gusto, affondava sull’acceleratore in prima e seconda! Negli anni ho avuto modo di guidarne tante, originali e con ogni tipo di elaborazione, apprezzando il fatto che non era “una bara”, come tutti la chiamavano.

Dovevi farci l’abitudine: le barre antirollio erano piuttosto morbide e gli ammortizzatori non erano rigidi come avrebbero dovuto; era pure un po’ altina, e se ai ritrovi serali ti capitava di parcheggiarla a fianco di una R5 GT Turbo o una 205 GTI, sembrava di stare su un SUV anche se avevi montato l’assetto. Le gomme strette con una spalla da 60 completavano il quadro. In sostanza, la Uno non voleva essere “stuzzicata” in velocità, dove non amava repentini cambi di direzione. Se avessi provato a fare un destra/sinistra/destra veloce, avrebbe faticato un po’ a riprendere la linea. Qualche difficoltà emergeva anche nello scaricare a terra la potenza in prima e seconda; il che creò una generazione di sgommatori seriali, ma bastava alzare di pochi millimetri il piede dall’acceleratore per ridarle trazione e uscire di curva. Era tendenzialmente sottosterzante: per fortuna, oserei dire, altrimenti sarebbero stati dolori! In velocità era sorprendentemente stabile, ma superati i 180 all’ora i sibili del vento si facevano fastidiosi. Poi, in seguito, superando i 200 all’ora con le prime elaborazioni, ci rendemmo conto che entrava pure aria dagli sportelli… ma faceva parte della magia della Uno! I freni, sulla vettura di serie, non erano male: il problema arrivava quando si mettevano alla frusta col pedale che diventava prima spugnoso per poi sparire.

Il punto di forza della Uno era il motore: se pagava dazio alla Renault 5 in termini di assetto ed handling (almeno in configurazione di serie), il 4 cilindri FIAT era un portento e, senza modifiche, era praticamente indistruttibile.

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