Introduzione

La Fiat Ritmo Gruppo B rappresenta un affascinante capitolo nella storia delle competizioni rallystiche, un progetto ambizioso rimasto incompiuto ma ricco di innovazione e potenziale. Questo articolo esplora la genesi, le caratteristiche tecniche e il contesto storico di questa vettura, cercando di ricostruire una storia avvincente fatta di sogni, sfide e decisioni cruciali.

Il Contesto Storico: Gli Anni '80 e il Gruppo B

Gli anni '80 sono stati un'epoca d'oro per il motorsport, caratterizzata da un'evoluzione tecnologica senza precedenti e da una crescente popolarità delle competizioni rally. Il Gruppo B, in particolare, rappresentava l'apice di questa tendenza, con regolamenti poco restrittivi che permettevano ai costruttori di sperimentare soluzioni innovative e di sviluppare vetture estremamente potenti e spettacolari.

Il regolamento del Gruppo B era "poco restrittivo", aprendo la strada a innovazioni tecniche. Tuttavia, questa libertà portò anche a incidenti che segnarono la fine di questa era.

La Genesi del Progetto Fiat Ritmo Gruppo B

Dopo il ritiro della Fiat 131 Abarth nel maggio del 1980, alcuni ingegneri della squadra corse torinese iniziarono a lavorare su un nuovo progetto. Inizialmente, si valutò la possibilità di sviluppare una Lancia Delta, ma alla fine si optò per la Fiat Ritmo Abarth.

L'Avvocato Agnelli, a capo della Fiat, non gradiva la Delta, ma era affascinato dalla Ritmo. Fu così che venne avviato il progetto di un prototipo ibrido, una sorta di manichino con un motore centrale posteriore, posizionato subito dietro i sedili anteriori. Furono realizzati anche i disegni della parte estetica, ispirandosi allo stile della Renault 5 Maxi Turbo.

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Caratteristiche Tecniche: Un Prototipo Ibrido

Il progetto prevedeva la realizzazione di un prototipo con motore centrale posteriore, una soluzione innovativa per una vettura di questo tipo. Il propulsore, sovralimentato, derivava da quello della Fiat 131, noto per la sua affidabilità.

La leggenda narra che quando il prototipo della Ritmo Rally Gruppo B scese su strada, si rivelò una delusione, poco performante su terreni a bassa aderenza. Di conseguenza, l'opzione Ritmo fu scartata e il progetto venne accantonato.

L'Influenza del Gruppo B e del Gruppo S

Il Gruppo B era noto per le sue auto potenti e spettacolari, ma anche per la sua pericolosità. La FIA (Fédération Internationale du Sport Automobile) decise di chiudere le giostre e di mutilare il Campionato del Mondo Rally della sua punta di lancia. Nel 1984 i costruttori chiedevano di abbassare il numero minimo di vetture stradali richieste per ottenere l’omologazione.

Prima della chiusura del Gr.B, Lancia stava lavorando all’evoluzione della Delta S4, nome in codice SE040. Il motore avrebbe dovuto ricevere un nuovo compressore volumetrico, oppure direttamente una configurazione biturbo con nuovi controlli elettronici, ed i differenziali ZF a controllo elettronico. Il cambio Hewland a 5 marce sarebbe dovuto venir sostituito da un cambio CVT di derivazione F-1 studiato dall’ing. Dante Giacosa, ma si rilevò inadeguato a sopportare i picchi di coppia del motore rallystico.

Altre Interpretazioni e Progetti Alternativi

Nonostante l'abbandono del progetto ufficiale, la Fiat Ritmo continuò a essere utilizzata nelle competizioni rallystiche da team privati e preparatori, che ne svilupparono versioni modificate e potenziate. Queste vetture dimostrarono prestazioni competitive nelle categorie in cui furono inserite, contribuendo a mantenere vivo l'interesse per questo modello.

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La Fiat Ritmo Abarth: Un'Erede Sportiva

Parallelamente al progetto Gruppo B, la Fiat sviluppò le versioni Abarth della Ritmo, modelli sportivi caratterizzati da un design aggressivo e da prestazioni elevate. Le Fiat Ritmo Abarth 105 TC, 125 TC e 130 TC erano delle muscolose tre porte, caratterizzate esternamente soprattutto dallo specifico paraurti anteriore di colore nero con spoiler e fendinebbia integrati, codolini neri, filetti neri lungo le fiancate.

Questi modelli riscossero un notevole successo sia su strada che nei rally, diventando tra le auto sportive più iconiche degli anni Ottanta.

Il Declino e l'Eredità del Progetto

La Fiat Ritmo Rally Gruppo B potrebbe non aver mai visto la luce, ma la sua breve storia ci ricorda quanto sia cruciale sperimentare e adattarsi alle sfide del settore automobilistico. La sua eredità vive attraverso le leggendarie vetture che poi hanno segnato il mondo dei rally.

La Fiat Ritmo: Un'Auto Popolare e Innovativa

La Fiat Ritmo, lanciata nel 1978, rappresentò un punto di svolta per l’azienda torinese. Aveva un design inconfondibile e una meccanica all’avanguardia. La Ritmo vantava motori superquadri ad albero in testa, comandati da cinghia. Questa soluzione era più moderna e silenziosa rispetto ai tradizionali “aste e bilanceri” utilizzati dalla concorrenza.

La Fiat Ritmo non era solo funzionale, ma anche esteticamente interessante. Sfruttava ampiamente la plastica, un materiale innovativo per l’epoca. Questo le permise di piacere, di avere sempre maggiori consensi tra il pubblico e, ovviamente, divenne un’auto adorata da molti, anche dai preparatori (soprattutto dai molti privati) sia di vetture da corsa in circuito e sia nei rally.

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Montecarlo 1980: L'Impresa di Attilio Bettega

Nel 1980, Attilio Bettega e il suo navigatore Mario Mannucci parteciparono al Rally di Montecarlo con una Fiat Ritmo Abarth 75. Nonostante un parco partenti variegato e succulento, Bettega e Mannucci si fecero valere, soprattutto grazie alle pessime condizioni meteorologiche.

Sulle strade viscide come un’anguilla, le grandi vetture dei big faticavano a stare in strada. Ma Bettega pestò comunque pesante, portando la sua Ritmo con la trazione dalla parte sbagliata a volare sulle innevate strade del principato.

Alla speciale numero 25, sulla strada che va da Moulinet a La Bolléne, Bettega si superò, portando la delicata Ritmo 75 al suo limite estremo. Trovò trazione dove gli altri claudicavano, inghiottendo 22 km di bufera in 22 minuti e 35 secondi. Nessuno riuscì a fare di meglio.

Dopo questa conquista, la piccola scatoletta Made in Turin con il 15 sulle portiere, era seconda assoluta nella classifica generale. Purtroppo, il giorno successivo, a causa dei guai al propulsore, Bettega e Mannucci scivolarono al sesto posto assoluto della classifica finale.

La Storia dell'Abarth

Fin dall'inizio della sua storia, la "Abarth & C." ha capito l'importanza della promozione nel miglior modo possibile, dei suoi prodotti ed autovetture. Lo stesso Carlo è stato indubbiamente strumentale in questa decisione dal momento che tutte le iniziative prese dalla fabbrica dovevano essere attuate nel miglior modo possibile e impiegando i mezzi più nuovi del momento.

Le pubblicazioni Abarth sono state estremamente varie, di ottima qualità, molto colorate e di gusto squisito. La gamma di articoli si espandeva da semplici comunicati stampa, a raccoglitori, manifesti, brochures molto elaborati, libri ricambi, cataloghi e perfino "quotidiani" pubblicitari a colori già agli inizi degli anni '60!

Esaminando alcuni di questi pezzi l'appassionato può gustare un bel panorama di pubblicità artistica italiana dalla fine degli anni '40 agli inizi degli anni '70. Tali pubblicazioni sono anch'esse molto interessanti da collezionare.

Conclusioni

La storia della Fiat Ritmo Gruppo B è un esempio di come l'innovazione e l'ambizione possano scontrarsi con le realtà del mondo delle corse. Nonostante non abbia mai raggiunto il successo sperato, questo progetto ha lasciato un segno indelebile nella storia del motorsport, ispirando generazioni di appassionati e contribuendo all'evoluzione tecnologica delle vetture da rally.

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