Oggi, 11 luglio 2024, Fiat celebra un traguardo storico: 125 anni dalla sua fondazione. Un viaggio lungo un secolo e un quarto, ricco di innovazione, successi e sfide che hanno fatto di questa azienda un simbolo dell’industria automobilistica italiana e mondiale. La storia di Fiat è la storia di un’eccellenza italiana, specchio dell'evoluzione dei costumi e degli stili di vita del Paese, realizzando vetture accessibili che hanno accompagnato la storia di milioni di italiani.

Nascita e Primi Anni (1899-1920)

La Fabbrica Italiana Automobili Torino (Fiat) nacque l’11 luglio 1899 a Palazzo Bricherasio a Torino. L’idea di produrre automobili su scala industriale era nata dagli amici Emanuele Cacherano di Bricherasio e Cesare Goria Gatti, già fondatori dell’Automobile Club d’Italia. Visto il successo ottenuto dalla loro automobile artigianale “Welleyes”, proposero a un gruppo di conoscenti di acquisire le competenze della “Accomandita Ceirano & C.” per trasferirle su scala industriale. Oltre ai promotori, parteciparono all’iniziativa il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, il marchese Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, il banchiere Michele Ceriana Mayneri, l’avvocato Carlo Racca, il possidente Lodovico Scarfiotti, l’agente di cambio Luigi Damevino e l’industriale Michele Lanza. Dopo vari incontri preliminari tenuti nel caffè di madame Burello e forte dell’appoggio finanziario garantito dal “Banco di Sconto e Sete” di Torino, il gruppo si riunì, l’11 luglio 1899 a Palazzo Bricherasio per sottoscrivere l’atto di nascita di Fia (Fabbrica Italiana di Automobili)”, nome che già nel corso dell’anno fu poi cambiato in Fiat. Iniziò così un percorso che ha segnato profondamente l'industria automobilistica.

All’inizio, il capitale sociale era di 800mila lire, per un totale di 4mila azioni. Il primo modello prodotto dalla neonata azienda fu la Fiat 3½ HP, costruita in otto esemplari nel 1899. Questo veicolo, che poteva raggiungere una velocità massima di 35 km/h, rappresentava un capolavoro di ingegneria per l’epoca. Curiosamente, la 3 ½ HP non era dotata di retromarcia. Nei primi anni del XX secolo, Fiat si concentrò sulla produzione di veicoli di lusso e di alta qualità, espandendo rapidamente la sua gamma di prodotti per includere veicoli commerciali e macchine agricole. Nel 1900 arriva il primo successo alle competizioni. Nel 1906 la casa automobilistica diventa la più importante del settore in Italia, e l’anno successivo trionfa al GP di Francia, conquistando la prima vittoria davvero importante. Nel 1907 si assiste ad un crollo delle azioni in borsa, le banche salvano la società e Giovanni Agnelli assume un ruolo sempre più importante nell’azienda.

Giovanni Agnelli, figura chiave fin dall’inizio, entrò successivamente come piccolo azionista. Nelle prime riunioni del Consiglio di amministrazione Giovanni Agnelli tace; ma poi comincia ad allargare la propria influenza, attaccando il direttore tecnico, Aristide Faccioli, un progettatore fin troppo geniale, che finirà per doversi dimettere per le continue ingerenze che limitano la sua autonomia. Giocando in seguito sulle gelosie e rivalità tra i soci fondatori, egli si fa proporre come “membro delegato del consiglio” e poi amministratore delegato, con ampi poteri. Ma ancora senza un pacchetto azionario consistente. Solo nel 1906 riesce a fare il gran colpo.

Fiat Durante le Guerre (1915-1945)

Durante la Prima Guerra Mondiale, Fiat giocò un ruolo cruciale nella produzione di veicoli militari, incrementando i propri dipendenti da 4000 a 40mila, facendo aumentare il capitale sociale di 7 volte. Nel corso del ventennio fascista il regime aiuta parecchio la Fiat, tuttavia l’entrata in guerra attenua i rapporti, sbilanciando la preferenza di Mussolini verso l’Alfa Romeo. I bombardamenti distruggono molti degli stabilimenti Fiat.

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La fine della Seconda Guerra Mondiale è un periodo complicato per la Fiat. Innanzitutto, Giovanni Agnelli viene accusato di compromissione con il regime fascista, e perde temporaneamente la proprietà dell’azienda. Nel 1946 il ruolo di amministratore delegato torna nelle mani di Vittorio Valletta, mentre Gianni Agnelli, nipote, rimane azionista di maggioranza, godendosi la gioventù viaggiando e stringendo amicizie importanti (per dirne una: John Fitzgerald Kennedy). La ripresa post-bellica dell’azienda non è semplice. Presenta dei nuovi modelli, e l’azienda si riprende soprattutto grazie agli aiuti economici degli Alleati.

Il Boom Economico e gli Anni d'Oro (1950-1980)

Nel dopoguerra, Fiat fu al centro della ricostruzione industriale italiana. Il modello 500, rilanciato come “Nuova 500” nel 1957, diventò simbolo del boom economico italiano. Nel 1950 svela la 1400, la prima auto del marchio dotata di scocca portante. Sono gli anni del miracolo economico italiano: in questo periodo vengono realizzate due macchine destinate a entrare nella storia, la Fiat 600 del 1955 e la Fiat 500 del 1957.

Dagli anni ‘60 in poi arriva il grande successo dell’azienda, che porta con sé numerosi cambiamenti: nel 1966 il controllo ritorna a Gianni Agnelli, che prende il posto di Valletta, ormai ultraottantenne. Riesce ad aprire uno stabilimento in Unione Sovietica, e nel 1969 vengono acquistati i marchi Ferrari e Lancia, e due anni più tardi anche Abarth entra nel gruppo. Nel 1978 viene prodotta la prima auto Fiat a trazione anteriore, e torna a dominare le competizioni sportive. Gli anni ‘70, sebbene siano stati di successo per l’azienda, non sono stati un decennio semplice. Sono gli anni delle tensioni politiche e della strategia della tensione, e sono gli anni di duri scontri con i sindacati, portati avanti dalla “linea dura” dell’amministratore delegato Cesare Romiti.

Fiat si espanse a livello internazionale, aprendo fabbriche e stringendo alleanze in tutto il mondo. Negli anni successivi l’azienda consolidò la sua presenza globale divenendo una chiara espressione del “Made in Italy”. La casa torinese iniziò a esportare i suoi veicoli in tutto il mondo e a stabilire joint venture in paesi come la Spagna, la Russia e il Brasile. Nel 1965, Fiat annunciò una partnership con Ferrari per lo sviluppo di motori sportivi, che portò alla creazione del marchio Dino. Nel 1969, Ferrari entrò a far parte del Gruppo Fiat mantenendo la propria autonomia. Nel 1966, viene lanciata la Fiat 124, (lanciata anche in Unione Sovietica col nome Lada) che divenne uno dei modelli più venduti e fu prodotta su licenza in diversi paesi. Negli anni settanta invece arrivarono la Fiat 127 e l’iconica Fiat 126, ancora oggi amata e ambita dai collezionisti. Nel 1978, Fiat Auto S.p.A.

Innovazione e Crescita (1980-2000)

All’inizio degli anni ‘80 la Fiat aveva vinto il braccio di ferro con i sindacati, non uscendone comunque illesa. Vengono lanciati una serie di prodotti che conquistano il mercato, come ad esempio la Panda, del 1980, o la Fiat Uno, che nel 1983 rivoluziona il segmento delle utilitarie. Conquista il titolo di “auto dell’anno” e nel 1986 procede con l’acquisizione dell’Alfa Romeo. Negli anni ‘90 la Fiat apre una serie di stabilimenti sparsi per il globo, ed entrano anche altri modelli fondamentali, come la Punto. Nel 1993 entra nel gruppo anche Maserati.

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Negli anni Ottanta, Fiat attraversò una fase di notevole crescita e innovazione, consolidandosi come uno dei principali produttori automobilistici mondiali. L’azienda rinnovò completamente la sua gamma di modelli introducendo grandi novità per ogni segmento di mercato. Durante questo periodo, Fiat acquisì anche Alfa Romeo nel 1986, rilevandola dalla crisi finanziaria mentre nel 1982, la cooperazione con Seat fu interrotta a causa di divergenze riguardanti un aumento di capitale richiesto dal governo spagnolo. Nel 1988, dopo la morte di Enzo Ferrari, il 90% delle azioni della Ferrari fu acquisito dal Gruppo Fiat, incorporando così il marchio nella holding. In questi anni furono introdotti alcuni modelli che divennero simboli dell’azienda. Nel 1980 arrivò la Fiat Panda che divenne un pilastro del marchio grazie alla sua abitabilità, robustezza e prezzi competitivi. Nel 1983 è il turno della Uno che divenne l’auto più venduta nella storia di Fiat e venne premiata come Auto dell’anno nel 1984. Altri modelli storici furono la Croma del 1985, sviluppata con SAAB, e la Tipo del 1988, caratterizzata da innovazioni come la zincatura completa della carrozzeria e la strumentazione digitale. Fiat innovò anche nei motori, introducendo alcuni motori che sono ancora oggi utilizzati nelle attuali citycar del Gruppo FCA.

La Crisi e la Rinascita (2000-2014)

Il nuovo millennio non sorride alla Fiat, che deve attraversare gli anni più difficili della sua storia. Nel 2003 muore Gianni Agnelli, all’età di 81 anni, e tra il 2002 e il 2004 vengono cambiati quattro amministratori delegati, con perdite per circa 6 miliardi di euro. Vengono designato al controllo dell’azienda Luca Cordero di Montezemolo, presidente, e Sergio Marchionne, amministratore delegato. Qualche anno dopo Montezemolo viene sostituito da John Elkann.

All’inizio del nuovo millennio, Fiat affrontò una grave crisi finanziaria che portò a una drastica riduzione delle vendite e alla necessità di una ristrutturazione. A salvare il Gruppo fu Sergio Marchionne, nominato amministratore delegato di Fait nel 2004, che giocò un ruolo cruciale nella rinascita dell’azienda. Nonostante le difficoltà del periodo, vennero lanciati alcuni modelli di grande successo come la nuova Panda nel 2003, la Grande Punto e soprattutto la nuova 500. Con linee rétro ispirate all’antenata del 1957, la 500 ottenne un’ottima accoglienza dal pubblico e fu eletta Auto dell’Anno 2008.

Marchionne aveva la visione di trasformare Fiat nel secondo gruppo automobilistico mondiale, cercando di acquisire altre case automobilistiche. Dopo aver acquisito il 20% di Chrysler nel 2009, Fiat aumenta progressivamente la sua quota, raggiungendo il 58,5% nel 2012 e il 100% nel gennaio 2014. Nasce così FCA, Fiat Chrysler Automobiles.

L'Era FCA e Stellantis (2014-Oggi)

La fusione effettiva avviene il 12 ottobre 2014, con sede legale in Olanda e domicilio fiscale nel Regno Unito. Nel 2015, Marchionne propone una fusione con General Motors, che viene respinta, e pianifica un’offerta pubblica d’acquisto, poi abbandonata. Nel 2019, FCA propone una fusione con Renault che avrebbe creato il terzo gruppo automobilistico mondiale. Nonostante l’interesse di Renault, la proposta viene ritirata a causa delle condizioni imposte dal governo francese e delle incertezze di Nissan.

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Il 30 ottobre 2019, FCA e il gruppo industriale francese PSA, proprietario dei marchi automobilistici Peugeot, Citroën, DS Automobiles, Opel e Vauxhall Motors, annunciano trattative per una fusione. L’obiettivo è creare il quarto gruppo automobilistico mondiale. Il 18 dicembre 2019, viene ufficializzato l’accordo per formare una nuova società con 8,7 milioni di veicoli e ricavi di 170 miliardi di euro. La nuova entità, chiamata Stellantis, ha sede legale ad Amsterdam e sarà guidata da Carlos Tavares come Ceo e John Elkann come presidente. La fusione è stata approvata dagli azionisti il 4 gennaio 2021 ed è diventata effettiva il 16 gennaio 2021.

Oggi, Fiat si conferma il marchio più venduto del gruppo Stellantis nel 2023, con un incremento del 12% nelle vendite globali rispetto all’anno precedente, raggiungendo 1,35 milioni di veicoli consegnati. In Italia, Fiat detiene una quota di mercato del 12,8%, con la Panda al vertice delle vendite. In Brasile, dove Fiat ha una quota del 21,8%, il modello più venduto è la Strada. La 500e è l’auto più venduta nel segmento A in Europa, con una quota del 14,7%.

Proprietari e Figure Chiave

Nel corso degli anni, la proprietà e la gestione di Fiat sono passate attraverso diverse mani, riflettendo i cambiamenti economici e strategici dell'azienda.

Giovanni Agnelli

Giovanni Agnelli è stato Senatore del Regno d’Italia dal 29 maggio 1923 al 7 agosto 1944 e attivo nel Gruppo parlamentare Fascista; soprattutto però è stato tra i fondatori della Casa automobilistica Fiat. Agnelli si sposa con Clara Boselli (1869/1946) nel 1889 e con lei ha 2 figli, Aniceta Caterina (1889/1928) ed Edoardo (1892/1935): lascia poi la carriera militare nel 1893 e si gettarsi sull’agricoltura, con il commercio di legnami e sementi, poi inizia qualche tentativo imprenditoriale nella meccanica. Il vero colpo grosso della sua vita inizia con il trasferimento a Torino: qui frequenta spesso il caffè di madame Burello e conosce alcuni aristocratici appassionati di meccanica e automobilismo. Il successo cresce quindi anche all’estero e inizia la produzione della Fiat Zero: questo prima del vero boom per l’azienda, che arriva grazie all’attività durante la prima guerra mondiale. L’imprenditore torinese era molto lungimirante: il 1º dicembre 1920 acquista una quota azionaria del 20% del quotidiano La Stampa e arriva a controllare l’intera testata dall’ottobre 1926.

Gianni Agnelli

Ereditando da suo nonno già una posizione di primissimo piano, nel corso dei decenni successivi la FIAT è diventata una delle realtà aziendali più solide sul piano economico ed industriale del XX secolo.

Sergio Marchionne

Nominato amministratore delegato di Fait nel 2004, che giocò un ruolo cruciale nella rinascita dell’azienda. Marchionne aveva la visione di trasformare Fiat nel secondo gruppo automobilistico mondiale, cercando di acquisire altre case automobilistiche.

John Elkann

Attualmente il proprietario della Fiat è John Elkann, con il rampollo della famiglia Agnelli che viene considerato a livello internazionale come una delle più importanti figure manageriali che ci possano essere. A capo del gruppo chiaramente non poteva non esserci John Elkann, con il rampollo della famiglia Agnelli che viene considerato a livello internazionale come una delle più importanti figure manageriali che ci possano essere. Questo dunque gli ha permesso di poter gestire il gruppo di maggioranza e le sorti dell’azienda, con ormai la Fiat che rappresenta un vero e proprio marchio mondiale e che ha saputo farsi apprezzare nel pianeta.

Olivier Francois

Dal 2014 il ruolo di amministratore delegato all’interno della Fiat viene infatti portato avanti dal francese Olivier Francois, nato a Parigi il 4 ottobre del 1961 e che ha sempre avuto una carriera di primo livello all’interno del mondo dei motori. Il suo ottimo lavoro all’interno nella Lancia gli permise di scalare sempre di più le gerarchie, tanto è vero che nel 2009 ha avuto modo addirittura di diventare il Presidente e Amministratore Delegato del gruppo Chrysler. Alla fine nel 2014 riuscì a diventare l’amministratore delegato della Fiat, grazie soprattutto al duro lavoro e a una serie di iniziative che gli avevano permesso di poter ampliare sempre di più il marchio soprattutto da un punto di vista pubblicitario. Insomma si può dire sicuramente che tutto stia andando per il verso giusto con un grande amministratore delegato e con John Elkann che dunque ha avuto modo ancora una volta di avere la giusta visione d’intenti da un punto di vista aziendale.

Stellantis

Oggi parte del gruppo Stellantis. L’unione tra FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e PSA (Peugeot Société Anonyme) ha portato alla creazione del quarto costruttore al mondo conosciuto come Gruppo Stellantis. L’elettrificazione ha richiesto dei cambi di paradigma e un know-how che era carente in Italia. La prossima serie della Panda sarà proposta anche in salsa elettrica. Oggi Gruppo Stellantis presenta i seguenti marchi: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroen, Dodge, DS, Fiat, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot e RAM.

Modelli Iconici e Attuali

Nel corso dei suoi 125 anni, Fiat ha prodotto numerosi modelli che sono diventati icone dell'automobilismo, contribuendo a motorizzare l'Italia e il mondo.

Modelli Storici

  • Fiat 3 ½ HP (1899): La prima vettura prodotta da Fiat, costruita in soli otto esemplari.
  • Fiat 500 "Topolino": Una delle prime vetture popolari progettate per essere accessibili alle masse.
  • Fiat 600 (1955): Un'altra vettura che ha contribuito a motorizzare l'Italia nel dopoguerra.
  • Fiat Nuova 500 (1957): Simbolo del boom economico italiano, amata per la sua semplicità e accessibilità.
  • Fiat 124 (1966): Un modello di successo prodotto su licenza in diversi paesi, inclusa l'Unione Sovietica (Lada).
  • Fiat 127 (anni '70): Un'utilitaria popolare che ha riscosso grande successo in Europa.
  • Fiat Panda (1980): Un'auto pratica e versatile, diventata un pilastro del marchio.
  • Fiat Uno (1983): L'auto più venduta nella storia di Fiat, premiata come Auto dell'anno nel 1984.
  • Fiat Punto (anni '90): Un'utilitaria moderna che ha continuato la tradizione di successo di Fiat nel segmento.

Gamma Attuale

Oggi la gamma dei modelli di FIAT comprende diversi modelli che vanno a coprire diversi segmenti.

  • Panda: Ancora oggi un'ultra compatta popolare, in attesa di una versione elettrica.
  • 500: Disponibile sia con motore termico che elettrico, continua a piacere per il suo stile iconico. Nel 2020 è arrivata la 500 elettrica, che l’ha affiancata in gamma evolvendo il suo stile senza tempo e adattando le tecnologie con il debutto di nuovi sistemi di assistenza alla guida e di una tecnologia di bordo e di intrattenimento più al passo con i tempi.
  • 500X: Un crossover compatto prodotto a Melfi, sulla stessa piattaforma di Jeep Renegade.
  • Tipo: Disponibile come berlina e station wagon, offre spazio e praticità a un prezzo competitivo.
  • Doblò/E-Doblò: Un veicolo commerciale leggero, ora disponibile anche in versione completamente elettrica.
  • Ulysse/E-Ulysse: Un minivan che sfrutta le sinergie di Stellantis, disponibile anche in versione elettrica.
  • FIAT 600e: Parte da 35.950 euro.
  • FIAT Topolino: versione della Casa torinese della Citroen Ami, parte da 9.890 euro.

Sfide e Futuro

La storia di Fiat è stata caratterizzata da alti e bassi, connessi alle scelte imprenditoriali della famiglia Agnelli e alle trasformazioni del mercato automobilistico. Oggi, come parte del gruppo Stellantis, Fiat affronta nuove sfide, tra cui la transizione verso l'elettrico e la competizione globale.

La casa torinese, fin dagli albori, ha dimostrato una grande capacità di adattamento, diversificando i suoi interessi e lanciando modelli che hanno saputo intercettare i gusti e le esigenze del pubblico. Il futuro di Fiat è legato alla sua capacità di innovare e di rimanere fedele al suo DNA, continuando a offrire vetture accessibili, pratiche e con un design distintivo.

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