L'articolo ripercorre la storia dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, concentrandosi sulle dinamiche tra azienda, dipendenti e sindacati, in particolare la FIOM, e sulle controversie che hanno segnato il sito produttivo.
Un Contesto di Tensioni Sindacali
Lo stabilimento di Pomigliano è stato teatro di forti tensioni sindacali, culminate con lo scontro tra l'allora amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, e la FIOM. La situazione era tesa fin dal referendum del giugno 2010 sul piano di ristrutturazione aziendale, a cui la Cgil si oppose strenuamente. Dei 2090 lavoratori rientrati in servizio, nessuno era iscritto alla FIOM, un dato che sollevò sospetti di discriminazione sindacale.
Discriminazione e Ricorsi Legali
La FIOM denunciò pressioni e ricatti per estromettere il sindacato dall'azienda. Vennero raccolte testimonianze dirette e presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Nola, oltre a un ricorso al Tribunale civile di Roma. Gli operai testimoniarono di pressioni per cancellarsi dalla FIOM, con promesse di riassunzione in caso contrario. Il Tribunale di Roma condannò la Fiat per discriminazione verso gli operai iscritti alla Fiom. In base a una simulazione statistica, le possibilità che nessuno dei 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano fosse iscritto alla Fiom erano meno di una su dieci milioni.
Le Testimonianze dei Lavoratori
Le testimonianze dei lavoratori rivelano un clima di paura e ricatto. Un operaio racconta di essere stato invitato dal capo a cancellarsi dalla FIOM per poter tornare al lavoro. Un altro riferisce di aver subito la cassa integrazione per intero a causa della sua iscrizione al sindacato. Una carrellista racconta di essersi rivolta all'assistente sociale dell'azienda per chiedere aiuto, ma di aver ricevuto una risposta negativa a causa della sua appartenenza alla FIOM.
Infortuni e Sicurezza Negata
Un operaio addetto alla manutenzione si procurò una vasta ferita al viso durante il turno di lavoro. L'incidente non fu dichiarato come infortunio sul lavoro, in violazione delle normative sulla sicurezza. La vicenda fu denunciata all'Asl e alla Procura della Repubblica di Nola.
Leggi anche: Staffe alzacofano Fiat 500: tutto quello che devi sapere
La Reazione della FIOM e le Battaglie Legali
La FIOM reagì con un libro bianco, un esposto alla Procura e un ricorso al Tribunale di Roma per "discriminazione collettiva". L'obiettivo era dimostrare la discriminazione sulla base di elementi statistici. La battaglia legale si concentrò anche sulla rappresentanza sindacale negata e sull'interpretazione dell'articolo 19 dello statuto dei lavoratori.
Il Contesto Economico e la Modernizzazione
La Fiat, come l'Italia, si trovava in un periodo di difficoltà economica. L'ad Sergio Marchionne puntava a rimodernare gli stabilimenti per aumentare la produttività con una forza lavoro più snella. Questo portò a ristrutturazioni, nuovi contratti e riassunzioni, ma anche a licenziamenti e cassa integrazione.
Il Cambiamento del Clima e le Prospettive Future
Con l'avvicinarsi della scadenza della Cigs, il clima tra i lavoratori cambiò. Si tennero assemblee partecipate e si creò un centro logistico a Nola per i lavoratori più sindacalizzati. Tuttavia, la situazione rimaneva precaria per molti, con il rischio di ritrovarsi senza lavoro.
La Fabbrica ai Tempi di Tavares
Con l'arrivo di Carlos Tavares come ceo di Stellantis, si assistette a un'ulteriore trasformazione dello stabilimento. Tavares puntava a stabilimenti più frugali, concentrati sulla produzione e con una riduzione dei costi. Questo portò all'eliminazione di una linea di produzione a Melfi, alla semichiusura della fabbrica di Grugliasco e all'aumento dei ritmi di lavoro a Mirafiori.
I Suicidi e la Disperazione
La crisi e le tensioni sindacali portarono a gesti estremi. A Nola, la frequenza dei suicidi era circa 100 volte più alta della media nazionale. Un attivista si tolse la vita, lasciando un messaggio di disperazione per gli operai che si erano suicidati.
Leggi anche: Come cambiare la lampadina anabbagliante Fiat Punto
La Storia delle Relazioni Industriali in Fiat
La Fiat ha sempre avuto un rapporto conflittuale con il sindacato. Nel 1980, l'azienda affrontò una vertenza di 35 giorni con i lavoratori, culminata con i licenziamenti. Nel 2010, Marchionne propose un patto al sindacato, che la FIOM respinse. La Fiat ha sempre creduto nella prova di forza e ha considerato la partecipazione un incidente.
Leggi anche: Aria Pulita Fiat 500
tags: #fiat #pomigliano #dipendenti #storia


