L'Abarth Grande Punto rappresenta un'icona nel mondo del tuning italiano, unendo estetica aggressiva e prestazioni esaltanti. Questo articolo esplora le caratteristiche uniche di questa vettura, con un focus sui body kit, le modifiche meccaniche e l'evoluzione del tuning in Italia, offrendo una panoramica completa per appassionati e professionisti del settore.
Abarth Punto SuperSport: un'edizione speciale
L'Abarth Punto SuperSport, presentata al Salone di Francoforte, si distingue per un aspetto unico. La livrea bicolore abbina il Grigio Campovolo alla verniciatura nero opaco per cofano, tetto, gusci degli specchietti e cerchi in lega da 18 pollici. La grafica "supersport" sulle fiancate e sul portellone completa l'estetica distintiva.
All'interno, spiccano i sedili Sabelt rivestiti in pelle, con schienale in carbonio e cuciture rosso-gialle, riprese anche sul volante. La pedaliera sportiva, la strumentazione Jaeger, i battitacco in alluminio con la scritta "supersport" e il navigatore satellitare arricchiscono l'abitacolo.
Prestazioni al top
La Punto SuperSport è equipaggiata con il motore 1.4 turbo MultiAir da 180 CV e 270 Nm di coppia, abbinato al cambio manuale a sei marce e al differenziale autobloccante elettronico. Queste caratteristiche permettono all'utilitaria torinese di raggiungere i 216 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi. L'impianto di scarico modificato nel tratto centrale e nel terminale amplifica la "voce" del motore.
Body Kit Abarth: ispirazione e personalizzazione
Le modifiche estetiche e meccaniche tipiche dei kit Abarth offrono un'ampia gamma di opzioni per personalizzare la propria Grande Punto. Questi kit includono interventi su assetto, scarico e freni, permettendo di migliorare sia l'estetica che le prestazioni della vettura.
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Tuning auto in Italia: una storia di passione
La storia del tuning auto in Italia è una storia di passione e ingegno, che affonda le radici nei primi veicoli a motore. Fin da subito, c'è stato il desiderio di superare i limiti e personalizzare le auto, dando vita a una vera e propria cultura.
Le origini: dai fratelli Roots ad Abarth
Le origini del tuning possono essere fatte risalire ai fratelli Roots nell'Indiana, che nell'Ottocento misero a punto un compressore per fondere il ferro, successivamente utilizzato da Gottlieb Daimler per la sovralimentazione nei motori a combustione interna. Negli anni Venti, si passò al turbocompressore.
Un simbolo del tuning auto italiano negli anni Cinquanta è Abarth. Il successo di Abarth iniziò con la diffusione delle marmitte omonime per la Topolino, la Fiat 600 e la Fiat 500, famose per il loro rombo sportivo e per l'aumento delle prestazioni dei bicilindrici FIAT. Successivamente, Abarth sviluppò versioni speciali da competizione (e stradali) di automobili di serie, come le Abarth 750 GT, Abarth 595, 695, 850, 1000 TC, e prototipi come la 1000 SP o la 2000 Sport Tipo SE 010.
Gli anni Settanta e Ottanta: eccessi e Hot Hatch
Gli anni Settanta portarono il tuning agli estremi, soprattutto dal punto di vista estetico, con aerografie e posteriori alzati. Fu il decennio dei furgoncini personalizzati e dello stile South London, caratterizzato da colori pastello, ruote da 13 pollici e assenza di paraurti.
Gli anni Ottanta furono l'epoca delle Hot Hatch, come la Golf GTI, la 205 GTI, l'Astra GTE e l'Uno Turbo. Queste auto venivano modificate esteticamente con spoiler e minigonne in plastica.
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Gli anni Novanta e Duemila: body kit e Fast & Furious
Il tuning auto degli anni Novanta fu influenzato da supercar come la Ferrari Testarossa 512TR, con la diffusione di body kit audaci su auto come Escort e BMW E30.
Il primo decennio del millennio fu dominato dai lasciti di Fast & Furious, con una passione dilagante per il tuning e una preferenza per le auto giapponesi, come la Skyline e la S2000. Si diffusero spoiler giganti, vernici brillanti, neon sottoscocca e body kit in vetroresina.
Il tuning oggi: fibra di carbonio e nuove tendenze
Oggi, il tuning auto conosce diverse tendenze, come la regolazione dell'altezza e il ritorno a desideri retrò. La fibra di carbonio è il nuovo materiale di riferimento, con interi body kit pronti a dare maggiore aggressività o eleganza alle auto.
Modifiche e omologazioni: cosa sapere
Le modifiche apportate alla propria auto devono essere omologate in Motorizzazione e riportate sul libretto per essere legali. Questo vale per filtri, scarichi e assetti.
Filtro a cono: omologazione difficile
L'omologazione del filtro a cono è difficile, in quanto viene considerata una modifica atta a potenziare il motore. Tuttavia, esistono filtri a pannello sportivi omologati, come quelli di K&N o BMC, che utilizzano tela di cotone lavabile.
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Scarico: attenzione alla visibilità
È consigliabile evitare modifiche allo scarico troppo visibili, in quanto potrebbero attirare l'attenzione delle forze dell'ordine. Il terminale, se non varia la potenza del motore, dovrebbe essere ammesso senza necessità di omologazione.
Assetto: irrigidimento e ribassamento
L'irrigidimento dell'assetto è difficile da individuare, mentre il ribassamento deve essere omologato. Tuttavia, le distanze minime da terra sono state abolite, il che potrebbe semplificare l'omologazione.
Pneumatici: conformità al libretto
È importante verificare che le misure degli pneumatici siano conformi a quanto riportato sul libretto di circolazione. Le omologazioni di una motorizzazione di un altro paese UE vengono riconosciute dalle altre, ma è sempre meglio verificare con le autorità competenti.
Consigli per un tuning responsabile
Prima di effettuare qualsiasi modifica, è importante valutare attentamente i pro e i contro, tenendo conto delle normative vigenti e del proprio stile di guida. Un tuning responsabile significa personalizzare la propria auto in modo sicuro e legale, senza compromettere la sicurezza stradale e il rispetto dell'ambiente.
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