Grazie al lavoro di Sergio Marchionne, Fiat Chrysler Automobiles (FCA) è diventato un gruppo di respiro mondiale, capace di competere e di acquisire marchi storici come Chrysler. Questa è la storia di come FCA si è evoluta, dalle sue radici italiane fino alla sua attuale posizione nel mercato automobilistico globale.
Le Origini di FIAT: Torino, 1899
La storia della FIAT, acronimo di "Fabbrica Italiana Automobili Torino" (che in latino significa "Che sia!"), inizia l’11 luglio 1899 a Palazzo Bricherasio, Torino. La FIAT nasce per volere del cavalier Giovanni Agnelli e di altri nobiluomini accomunati dalla passione per i motori. Il primo presidente fu Ludovico Scarfiotti, ma i creatori del progetto furono il Conte Emanuele Cacherano di Bricherasio e l’avvocato Cesare Goria Gatti, entrambi fondatori dell’ACI Automobile Club d’Italia. Davanti al Cav. Dott. Ernesto Torretta, Notaio Patrimoniale della Real Casa, i soci versarono un capitale di 800.000 lire.
Tra i fondatori, oltre a Giovanni Agnelli, figurano Emanuele Cacherano di Bricherasio, Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, Carlo Biscaretti di Ruffia, e Lodovico Scarfiotto. Agnelli, diventato il proprietario dell'azienda torinese e capostipite di una dinastia, si aggiunse in un secondo momento al progetto.
Il primo modello costruito dalla neonata società fu la 3 HP, prodotta in 8 esemplari nel corso del 1899 e derivata dalla Welleneys. Nel 1902, la produzione ammontava a 73 vetture, salendo a 1.097 nel 1906. Lo stesso anno la prima società Fiat viene liquidata e ricostituita con un capitale di nove milioni e un oggetto sociale molto ampio, che include, oltre alle automobili, i trasporti ferroviari, i mezzi di navigazione e gli aeroplani. Dopo la tragica e misteriosa scomparsa di Emanuele Cacherano di Bricherasio, Agnelli diventa il maggior azionista della società. Nel 1937 inizia la costruzione dello stabilimento di Mirafiori che viene inaugurato due anni dopo. Nonostante la perdita dei due figli, Aniceta ed Edoardo, Agnelli continua ad ottenere ottimi risultati realizzando modelli fondamentali come la 508 Balilla e la 500 Topolino e allargando i propri successi al di fuori del settore automobilistico.
Solo 3 anni dopo la sua fondazione, l'azienda è quotata in Borsa e produce anche motori per aerei, tram, autobus e autocarri; allo stesso tempo le esportazioni aumentano, arrivando addirittura in Australia e America. La Seconda Guerra Mondiale porta a una prima crisi del gruppo, poi subito protagonista del miracolo economico italiano del dopoguerra: in questo periodo fortunato la produzione sarà di 400mila auto all’anno. Ecco quindi i primi grandi successi senza tempo di Fiat: prima la 600 nel 1955 e poi la 500 nel 1957. Fiat continua a creare nuovi modelli, come la 850 del 1964, seguita dalla 124 e dalla 128: negli anni ’70 arriva la famosa 127 e la società diventa una holding, con una riorganizzazione che dura tutto il decennio. Iniziano gli anni ’90: nel 1993 Fiat accoglie nel gruppo Maserati, il prestigioso marchio sportivo, e nel 1999 viene creata la nuova (e criticata) Multipla. In questo periodo muoiono anche Gianni e Umberto Agnelli, e il presidente diventa Luca Cordero di Montezemolo: Sergio Marchionne è invece l’amministratore delegato che gestisce l’accordo con Chrysler.
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Dalla Crisi al Rilancio: L'Era Marchionne
Alla fine del 2004, la situazione di Fiat era critica. GM (General Motors) deteneva il 20% delle quote Fiat e un’opzione di PUT che imponeva a GM di acquisire tutte le quote di Fiat. A partire da gennaio 2005, Fiat avrebbe potuto obbligare GM a rilevare il suo settore automobilistico, con GM che minacciava di chiudere tutti gli impianti italiani.
Tuttavia, a febbraio 2005, un accordo segreto a Manhattan vide GM accettare di versare a Fiat 2 miliardi di dollari per evitare di esercitare l’opzione di acquisto. Da qui parte il lungo rilancio di FIAT, con operazioni finanziarie e industriali. John Elkann, nipote dell’Avvocato, individuò in Sergio Marchionne il nuovo amministratore delegato in grado di salvare l’azienda di famiglia.
Marchionne, un manager italiano cresciuto in Canada, cambiò lo spirito e il modus operandi del gruppo italiano. La prima vittoria di Marchionne arrivò dall’accordo del 2005 con General Motors, ottenendo 2 milioni di dollari per cancellare la put option. Grazie a questa iniezione di liquidità nacque la 500, presentata il 4 luglio 2007, modello che fece ripartire il marchio.
L'Acquisizione di Chrysler: Una Mossa Audace
Recentemente il gruppo acquisì il 50% e successivamente il 100% di una Chrysler praticamente fallita, riuscendo nell’impresa di "resuscitare un cadavere e un ferito grave in un colpo solo". Daimler (Mercedes Benz) aveva provato a fondersi con Chrysler senza successo, ma Fiat, grazie alla flessibilità e alla capacità di adattamento del management italiano, integrò Chrysler a livello di prodotto. Questo permise al gruppo di raggiungere il livello produttivo attuale di 4,7 milioni di vetture, considerata la soglia minima per sopravvivere nel mercato automotive mondiale.
Nel 2008, Chrysler perdeva 8 miliardi di dollari, e fu lo stesso presidente Obama ad indicare in Sergio Marchionne e nella Fiat il nuovo socio di Chrysler, senza il minimo esborso economico. Il 10 giugno 2009 nacque la nuova Chrysler, di cui Fiat possedeva il 20%. Nel 2010, dopo un’assenza di 27 anni, il marchio Fiat ritornò in Nord America con la presentazione della nuova 500 al Salone dell’Auto di Los Angeles. Nel 2011 la quota di partecipazione di Fiat in Chrysler Group salì al 53,5%, arrivando al 58.5% nel 2012.
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Nel 2014, il Gruppo Fiat portò la sua partecipazione in Chrysler Group al 100%. A ottobre le due società si unirono per formare Fiat Chrysler Automobiles (FCA), e la nuova società venne quotata sulla Borsa di New York e sulla Borsa di Milano. Sempre nel 2014 debuttò la 500X, suv cittadino realizzato sulla stessa piattaforma della Jeep Renegade.
Modelli Chiave e Strategie di Prodotto
Fiat
- Giulia: Rappresenta il grande rilancio in America e una sfida tecnologica e di marketing per l'Europa.
- Maserati: Marchio di lusso con modelli come Coupé, Quattroporte e Ghibli, in competizione con Porsche e Jaguar. Presto verrà introdotto un SUV ad alte prestazioni, la Levante.
- Fiat Aegea/Tipo: Prodotto per i mercati emergenti, adattato ai mercati maturi come "entry level" economico.
- Fiat 124 spider: Progetto Mazda "ricarrozzato", che sfrutta un prodotto ottimo (la MX5) adattato con il design italiano.
- Fiat Full Back: Pick-up costruito da Mitsubishi con personalizzazioni Fiat per il mercato sudamericano e asiatico.
Chrysler
- Chrysler Six: Commercializzata dalla Maxwell-Chalmers al prezzo di 1.565 dollari, la “Chrysler Six” proponeva un motore sei cilindri leggero, potente e ad alta compressione che garantiva una velocità massima superiore ai 110 km/h, un dato considerevole per quei tempi.
- Airflow: Prodotte dal 1934 al 1937, le Chrysler Airflow sono state tra le vetture più rivoluzionarie della storia automobilistica americana e non solo: avanti, forse troppo rispetto ai loro tempi, furono tra le prime a proporre una scocca "unibody", trasponendo la ricerca aerodinamica e lo stile Art-Deco nel settore automobilistico.
- Town&Country: La spettacolare Chrysler Town & Country non era la solita station wagon: si rivolgeva ad una clientela molto agiata e dinamica, contribuì ad elevare l'immagine del marchio Chrysler nella fascia alta del mercato.
- 300: La Chrysler 300 nel 1955 alzava la posta in gioco tra le auto di lusso con prestazioni molto elevate. Con la dicitura "Letter Series" ci si riferisce in gergo alle varie generazioni della 300, con la prima di queste presentata nel 1955.
- Windsor: Lunga e slanciata, l'ottava serie della Chrysler Windsor risentiva del “Forward Look”, il corso stilistico introdotto dal capo del design Chrysler Virgil Exner verso la fine degli anni 50.
- Cordoba: Negli anni ’70 Chrysler arrancava sotto i colpi di una recessione economica che aveva infranto il sogno americano. A pochi anni dal progressivo ridimensionamento di motori e pianali, nel 1975 la Chrysler Cordoba e la sua gemella Dodge Charger (entrambe realizzate sul pianale "B"), debuttavano nel segmento delle Personal Luxury Car.
- Le Baron: All'inizio degli anni Ottanta la piattaforma K e la Chrysler Le Baron salvarono il gruppo Chrysler da una morte certa: dopo tre recessioni e due crisi petrolifere, a fine anni 70 le grosse vetture Chrysler apparivano datate e anacronistiche.
- PT Cruiser: Al netto dell'infruttuosa collaborazione con la Maserati per la produzione della Chrysler TC (1989-91) negli stabilimenti Innocenti a Lambrate e la parentesi Lamborghini (1987-94), negli anni ’90 il gruppo Chrysler era pronto per il rilancio: nuove concept cars dalle linee audaci anticipavano modelli evocativi e di grande successo, dalla Voyager (venduta negli USA come Town&Country) alla sportiva Dodge Viper.
- 300 C: La 300C del 2004 evocava alcuni stilemi della concept Chronos, ma qui in una veste molto più spigolosa e mascolina. Il nome evocava la potente 300C del 1957, così come la griglia frontale a maglie larghe (a richiesta quella a nido d’ape).
Il Sacrificio di Lancia
In questa storia, il glorioso marchio Lancia è stato sacrificato per far sopravvivere gli altri marchi del gruppo.
Logo e Identità Visiva
Il primo logo Fiat, nel 1899, recava la scritta "Fabbrica Italiana di Automobili Torino Fiat". Nel 1901 comparve il primo stemma vero e proprio, con sfondo blu in stile floreale. Nel 1904 il marchio si aggiornò, diventando ovale. Con gli anni Venti arrivò quello di forma circolare, circondato da una corona di alloro. Nel 1932, con la nascita della 508 Balilla, la scritta Fiat divenne più sottile, inserita in un rettangolo rosso. Nel 1968 il logo prese una forma romboidale con le lettere separate. Nel 1999, per i 100 anni della Marca, si ritornò alla forma rotonda degli anni Venti.
Le origini di Chrysler risalgono alla Buick Motor Company. Walter Chrysler fondò la Chrysler Corporation il 25 giugno 1925. Il primo modello commercializzato fu il Maxwell, conosciuto anche come B-70. Nel 1928 Chrysler introdusse il marchio Plymouth e prese il controllo di Dodge.
Gli Ultimi Anni e il Futuro di FCA
Nel 2018, FCA era un’azienda a zero debito con una liquidità di 456 milioni di euro. Mike Manley succedette a Sergio Marchionne, portando Jeep dalle 300.000 vetture nel 2009 a oltre 1.6 milioni nel 2008.
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FCA è protagonista di una delle vicende più esaltanti nella storia dell’industria automobilistica mondiale, iniziata con l’uscita dalla bancarotta pilotata di Chrysler nel 2009 e proseguita con la rapidissima ripresa della redditività.
La strategia di diversificazione geografica perseguita ha consentito alla società di sopravvivere in Italia, tutelando e salvando decine di migliaia di posti di lavoro. Nel maggio 2014 Marchionne presentò a Detroit il piano industriale quinquennale focalizzato sull’espansione internazionale e sull’affermazione dei marchi premium. L’investimento complessivo previsto nel quinquennio era di 48 miliardi di euro, interamente autofinanziato.
Riflessioni sul "Caso FIAT"
La storia della FIAT è costellata di figure eroiche come Valletta, Agnelli e Romiti. Tuttavia, prima dell’arrivo di Marchionne, la FIAT stava fallendo. Marchionne ha saputo dare uno scarto, un salto di qualità, un cambio di traiettoria e paradigma.
Il futuro di Torino è legato al polo del lusso e delle automobili premium promesso da Marchionne. Questo vuol dire spremere dal territorio il meglio che c’è, ma è anche un grande rischio.
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