La Fiat 2300 S Coupé rappresenta un'icona dell'automobilismo italiano degli anni '60, un'auto che ha saputo coniugare eleganza, prestazioni e un tocco di sportività. Nata come versione coupé della berlina 2300, si è distinta per il design raffinato firmato Ghia e per le prestazioni brillanti, grazie al motore 6 cilindri in linea progettato dall'Ing. Aurelio Lampredi e modificato con l’aiuto di Carlo Abarth. Quest'auto, oggi considerata di rilevanza storica ed è spesso iscritta all'ASI con tanto di targhetta oro numerata, rappresentava "la massima espressione di raffinatezza ed eleganza" per la casa torinese.

Genesi di un'Ammiraglia: Dalle Berline alle Coupé

Nella seconda metà degli anni '50, Fiat avviò lo sviluppo di una nuova vettura di grandi dimensioni destinata a sostituire le Fiat 1400 e 1900, modelli presenti sul mercato dal 1950. In linea con le tendenze stilistiche dell'epoca, la nuova ammiraglia presentava una carrozzeria ispirata alle linee americane. Tuttavia, abbandonando le forme arrotondate dei modelli precedenti, la nuova carrozzeria si caratterizzava per linee tese, pinne pronunciate e un'abbondanza di cromature.

Dal punto di vista tecnico, le principali novità riguardavano i motori, tutti a 6 cilindri in linea con albero a camme laterale, e le sospensioni anteriori a ruote indipendenti con barre di torsione. La vettura manteneva la trazione posteriore, il retrotreno ad assale rigido con balestre longitudinali, i freni a tamburo sulle 4 ruote e il cambio manuale a 4 marce con leva al volante.

Nel 1961, dopo la produzione e commercializzazione dei primi modelli berlina, venne lanciata la 2300 Coupé, basata sulla berlina e caratterizzata da un'elegante carrozzeria disegnata da Ghia.

Fascino del Coupé: Uno Stile Inconfondibile

Lo stile delle nuove GT fu anticipato dalla showcar 2100 S Coupé, presentata dalla Carrozzeria Ghia al Salone dell'Automobile di Torino nel 1960. La versione di produzione, presentata l'anno successivo, era praticamente identica ma equipaggiata con il nuovo motore 2,3 litri. Con questa mossa, Fiat puntava a conquistare una parte della clientela di Alfa Romeo e Lancia. Le principali concorrenti della 2300 e della 2300 S erano infatti l'Alfa Romeo 2600 Sprint e la Lancia Flaminia Coupé.

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La Fiat 2300 Coupé si distingueva per il corpo vettura slanciato, le ampie superfici vetrate e i montanti sottili. Un segno distintivo era il grande lunotto, diviso in tre parti a causa delle difficoltà tecniche nella produzione di un vetro unico con la stessa curvatura. La vettura era disponibile nelle versioni standard ed "S".

Le Fuoriserie: Un Tocco di Esclusività

Per i clienti più esigenti, le Officine Abarth realizzarono la performante "Abarth 2400", frutto di una profonda rivisitazione meccanica della 2300 S. Lo stesso Carlo Abarth ne utilizzava una come vettura personale. Sulla base della 2300S, nel 1962, la Ghia presentò due showcar: la Cabriolet, con tetto in tela, e un'interessante shooting brake, denominata "Club". L'anno seguente fu la volta di una nuova concept, con portellone e profilo fastback, indicata come "G230 S".

Pininfarina, tra il 1962 e il 1965, si cimentò in diverse variazioni sul tema, con carrozzeria coupé e targa: 2300 Coupé Speciale, 2300 Cabriolet Speciale, 2300 S Coupé Speciale e 2300 S Coupé Lausanne.

Specifiche Tecniche: Cuore e Meccanica

Nella configurazione di base, la 2300 Coupé era equipaggiata con il collaudato sei cilindri in linea da 2.279 cc e 117 CV della berlina, con testa in alluminio e un singolo carburatore a doppio corpo. La maggior parte degli esemplari era dotata di cambio manuale a quattro marce sincronizzate e overdrive opzionale. Rispetto alla 2300 berlina, sulle Coupé il rapporto finale della trasmissione era stato aumentato, con valori di 3.9 e 3.72 per la più potente 2300S. A richiesta era disponibile anche la frizione automatica "Saxomat", che consentiva l'innesto delle marce senza l'uso del pedale della frizione.

La Fiat 2300 Coupé utilizzava un moderno telaio a scocca portante saldato sul pianale della berlina 2300, con la quale condivideva le componenti principali e l'impostazione meccanica. Anche il passo era identico, ma la coupé aveva una carreggiata leggermente più ampia. Le sospensioni anteriori erano a doppi bracci oscillanti e barre di torsione, con ammortizzatori idraulici e barra antirollio; al posteriore era presente il classico ponte rigido con balestre, ammortizzatori idraulici e barra antirollio.

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Successo Commerciale e Competizioni

Le Fiat 2300 e 2300 S riscossero un immediato successo, conquistando professionisti, capitani d'industria e amanti della bella vita che non volevano rinunciare al comfort della berlina e allo stile accattivante del coupé. Poiché la Ghia non poteva garantire volumi di produzione elevati, l'assemblaggio fu subappaltato alla vicina Osi (Officine Stampaggi Industriali). Qui, tra il 1961 e il 1968, furono prodotti oltre 10.000 esemplari.

La Fiat Coupé S difese i colori italiani in diverse competizioni internazionali, tra cui la 12 Ore del Nürburgring nel 1964. Memorabili furono i record ottenuti a Monza nei primi anni '60, quando vennero battuti i primati di categoria sulla durata e sulla velocità.

La 2300 S Coupé nel Cinema

Nonostante la Fiat 2300 S Coupé sia comparsa in numerosi sceneggiati e film come "The Italian Job" del 1969 o nella serie TV "Il Santo", la si ricorda soprattutto nella scena finale de "Il Sorpasso" di Dino Risi, inseguita, mai raggiunta, dalla Aurelia B24 Spider di Gassman (Bruno).

Quotazioni Attuali

Oggi, la Fiat 2300 S Coupé è un modello il cui valore è in costante aumento. Le quotazioni variano a seconda delle condizioni e dell'anno di produzione. Ad esempio, si possono trovare modelli del 1967 con circa 52.000 km a prezzi interessanti, mentre modelli più rari o in condizioni impeccabili possono superare cifre considerevoli.

  • Esempi di Annunci (Quotazioni indicative):
    • 1967, 52.000 km, Manuale, Benzina 96 kW (131 CV)
    • 1964, 107.000 km, Manuale, Benzina 98 kW (133 CV)
    • 1967, 15.905 km, Manuale, Benzina 100 kW (136 CV)
    • 1963, 83.000 km, Manuale, Benzina 100 kW (136 CV)
    • 1965, 70.000 km, Manuale, Benzina 96 kW (131 CV)
    • 1968, 45.000 km, Benzina 124 kW (169 CV)
    • 1964, 71.300 km, Manuale, Benzina 100 kW (136 CV)
    • 1966, 60.881 km, Manuale, Benzina 96 kW (131 CV)

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