La Fiat 131 Mirafiori, un'auto che ha segnato un'epoca, merita un'analisi dettagliata, soprattutto per quanto riguarda i suoi interni. Quest'auto, prodotta dal 1974 al 1985 nello stabilimento di Mirafiori, ha saputo conquistare il cuore di molti grazie alla sua affidabilità, al comfort e alla praticità. In questo articolo, esploreremo a fondo gli interni di questa vettura, analizzando le diverse serie e gli allestimenti disponibili.
La nascita di un mito: la Fiat 131
Presentata al Salone di Torino nell'autunno del 1974, la Fiat 131 aveva il compito di sostituire la 124. Nel corso dei suoi oltre 10 anni di carriera, si è affermata come un'ottima berlina da famiglia grazie all'elevato comfort di marcia, alla buona qualità delle finiture e al valido comportamento su strada. Della 131 va però ricordata anche la versione station wagon, apprezzata dal popolo dei vacanzieri e degli hobbisti, mentre ai professionisti era dedicato l’allestimento Marengo. La Fiat 131 ha però ammiccato anche agli sportivi con la versione Racing, mentre la Abarth Rally ha saputo conquistare ben tre campionati del mondo. In totale la Fiat 131 - nota anche come 131 Mirafiori, in onore dello stabilimento di produzione - è stata prodotta in un milione e mezzo di esemplari, dal 1974 al 1985, sostituita poi dalla Regata.
La Fiat 131 era molto più moderna della 124, rispetto alla quale era anche 23 cm più lunga, pur mantenendo una disposizione tradizionale degli organi meccanici. Aveva infatti motore anteriore disposto in senso longitudinale sotto il cofano e trazione posteriore. Quanto alle sospensioni, quelle anteriori erano a ruote indipendenti, mentre quelle posteriori ad assale rigido. Al lancio erano disponibili due cilindrate: 1300 da 65 CV e 1600 da 75 CV. Il cambio standard era a quattro marce con quinta ottenibile a richiesta. Il cambio automatico a tre marce era optional solo sulla 1600.
Design e interni della prima serie
La linea della Fiat 131 aveva uno stile piacevole e abbastanza moderno per l’epoca, con il ricorso a forme geometriche. In listino le versioni disponibili erano tre: berlina a tre volumi con due o quettro porte e familiare a cinque porte.
Due erano invece gli allestimenti, Normale e Special, con il secondo nei panni dell’indiscusso best-seller. Tra i suoi segni distintivi c’erano il frontale con quattro fari tondi anziché due rettangolari e le modanature lungo le fiancate. Anche all’interno la Special era diversa, meglio rifinita e con una dotazione di serie più ricca.
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Gli interni della prima serie della Fiat 131 riflettevano l'austerità e la funzionalità tipiche degli anni '70. Tuttavia, si distinguevano per alcuni dettagli che ne aumentavano il comfort e l'abitabilità.
Cruscotto e strumentazione
A caratterizzare maggiormente gli interni di FIAT 131 è il quadro strumenti formato da tre strumenti quadrati con tachimetro a sinistra, orologio o contagiri al centro e indicatore del livello di carburante e della temperatura dell’acqua a destra. Davanti al passeggero troviamo poi uno sportello decisamente capiente con il logo FIAT 131 a barre in rilievo, mentre davanti alla leva del cambio corta troviamo le bocchette dell’aria decisamente più grandi di quelle della 124.
Volante e comandi
Molto particolare il volante, dotato prima di due razze e poi di un monorazza introdotto con il restyling del modello, che ha introdotto poi una nuova plancia, dotata di una consolle orizzontale con i comandi di clima e radio sullo stesso piano. Il pulsante dell'hazard (impropriamente definito le quattro freccie) era optionals! Al tempo non vi era ancora normativa definitiva a riguardo, che tempi, mentre da poco era entrato in vigore l’obbligatorietà dello specchietto retrovisore sinistro (lo specchietto retrovisore destro ad oggi è ancora un optional anche se oramai credo le case autoobilistiche lo montino tutte). Il suddetto pulsante lo si puù vedere montato nell apulsantiera posta a lato sinistro del volante di fianco alla monorazza.
Rivestimenti e finiture
I sedili erano rivestiti in tessuto, offrendo un buon comfort per i passeggeri. Le finiture interne, seppur semplici, erano robuste e funzionali. La plancia era realizzata in plastica rigida, ma ben assemblata e resistente.
Restyling e interni della seconda serie
Al Salone di Ginevra del 1978 esordisce la fiat 131 seconda serie: a cambiare furono il frontale, adesso con i fari non differenziati dal livello di allestimento, ma secondo le motorizzazioni (doppi circolari di diametro diverso per la Racing, di uguale diametro per le Diesel e rettangolari per le altre), nuova mascherina e cofano motore liscio; la coda con nuovi gruppi ottici maggiorati; i paraurti, che in alcune versioni sono completamente in plastica; la fiancata, con nuove maniglie porta e profilo laterale in gomma; gli interni, più curati e meglio rifiniti rispetto alla prima 131.
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La seconda serie della Fiat 131 (foto sopra) viene presentata nel 1978. Le novità si concentrano soprattutto nel frontale dove debutta una nuova mascherina. Ai suoi lati i fari cambiavano forma a seconda delle motorizzazioni. Quelle a benzina li avevano rettangolari, mentre le 131 diesel avevano nel muso una doppia coppia di proiettori circolari, che erano invece di diverso diametro sulla variante sportiva Racing. Questa è l’unica a mantenere la carrozzeria a due porte, mentre gli altri allestimenti L, CL e Supermirafiori era ordinabili con carrozzeria a quattro porte o familiare battezzata a questo punto Panorama. Il restyling era accompagnato da un ampliamento della gamma motori, con l’ingresso in scena delle unità bialbero siglate TC - Twin Cam - e di quelle a gasolio 2.0 e 2.4. Le versioni diesel erano riconoscibili per un rigonfiamento sul cofano.
Gli interni della seconda serie presentavano un miglioramento significativo rispetto alla prima, con materiali più curati e finiture più raffinate.
Plancia e consolle
La plancia fu ridisegnata, adottando una consolle centrale orizzontale che integrava i comandi del climatizzatore e dell'autoradio. Questo nuovo design conferiva all'abitacolo un aspetto più moderno e funzionale.
Rivestimenti e sedili
I sedili erano disponibili in diverse opzioni di rivestimento, tra cui la finta pelle skai per l'allestimento CL e il velluto per la più lussuosa Supermirafiori. Questi materiali offrivano un comfort superiore e un aspetto più elegante.
Ultime modifiche: la terza serie
Nel 1981 è quindi la volta della terza serie, che si vede qui in alto. Gli aggiornamenti riguardano stavolta paraurti, gruppi ottici e arredi. Escono definitivamente di scena la carrozzeria a due porte e l’allestimento entry-level L. I clienti poteva scegliere solo tra la CL e la Supermirafiori, che montava di serie rivestimenti in velluto, alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata. A tutto questo le versioni più potenti aggiungevano il servosterzo. Nel 1983 la berlina esce di scena, mentre la familiare, ribattezzata nel frattempo 131 Maratea resta in vendita fino al 1985.
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La terza serie della Fiat 131 ha subito ulteriori aggiornamenti estetici e funzionali, anche se gli interni sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto alla seconda serie.
Allestimenti e dotazioni
Gli allestimenti disponibili erano ridotti a due: CL e Supermirafiori. Quest'ultimo offriva di serie rivestimenti in velluto, alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata, offrendo un livello di comfort e dotazioni superiore.
Un'auto "universale": spazio e praticità
La Fiat 131 è stata una delle poche auto davvero “universali”. Nata per rimpiazzare la 124, è riuscita a imporsi come berlina di famiglia comoda, sicura e ben rifinita, ma anche come insostituibile auto a prova di vacanze e di trasloco in versione station wagon (anche per i professionisti, nell’allestimento Marengo). Ha conquistato i cuori degli sportivi con la versione Racing, mentre la Abarth Rally vinceva tre campionati del mondo. E l’originale prototipo ibrido ha anticipato soluzioni che sarebbero arrivate molti anni più tardi sulla primissima Prius…
La Fiat 131, prodotta dalla storica casa automobilistica italiana, è stata una delle protagoniste assolute delle strade europee negli anni '70 e '80. Questo modello ha consolidato la reputazione della Fiat nel mondo delle auto sportive 🏎️, segnando un'epoca anche sul mercato internazionale.
La 131 Familiare/Panorama 1.4 Mirafiori del 1981 presentava interni spaziosi e confortevoli, con sedili rivestiti in tessuto e un'ampia plancia con strumentazione completa. Complessivamente, la 131 Familiare/Panorama era una vettura affidabile e pratica, adatta per le esigenze di una famiglia o per le attività commerciali che richiedevano un ampio spazio di carico.
Spazio e comfort per tutti
L'abitacolo della Fiat 131 era ampio e confortevole, in grado di ospitare comodamente cinque persone. I sedili offrivano un buon supporto e l'insonorizzazione era adeguata per l'epoca.
Bagagliaio capiente
Il bagagliaio della berlina era sufficientemente ampio per le esigenze di una famiglia, mentre la versione Familiare/Panorama offriva un vano di carico ancora più generoso, ideale per i viaggi e le attività commerciali.
Fiat 131: un'auto ancora attuale?
Nonostante gli anni trascorsi dalla sua produzione, la Fiat 131 continua ad essere apprezzata dagli appassionati di auto d'epoca per il suo design intramontabile, la sua affidabilità e la sua praticità.
Un'icona di stile
Le linee squadrate e il design essenziale della Fiat 131 rappresentano un'icona dello stile anni '70, capace di suscitare emozioni e ricordi in chi l'ha vissuta.
Affidabilità e semplicità
La meccanica semplice e robusta della Fiat 131 la rende un'auto affidabile e facile da riparare, ideale per chi cerca un'auto d'epoca da utilizzare quotidianamente.
Un investimento sicuro
Grazie alla sua crescente popolarità tra i collezionisti, la Fiat 131 rappresenta un investimento sicuro, con quotazioni in costante aumento per gli esemplari in perfette condizioni.
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