La Volkswagen, uno dei marchi automobilistici più emblematici al mondo, ha una storia ricca di avvenimenti, controversie e successi. Dalle sue origini sotto il regime nazista alla sua trasformazione in un gigante globale dell'automotive, la Volkswagen ha attraversato numerose vicissitudini, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'industria automobilistica.
Le Radici della Volkswagen: Un'Idea Nazista
La storia della Volkswagen affonda le sue radici negli anni '30, durante il regime nazionalsocialista di Adolf Hitler. Nel 1934, l'Associazione dell'Industria del Reich commissionò a Ferdinand Porsche la produzione di un' "Auto del Popolo Tedesco" (Volkswagen in tedesco). L'obiettivo era creare un'auto economica e accessibile a tutti i cittadini tedeschi, in linea con la filosofia nazista di "Kraft durch Freude" (forza attraverso la gioia).
Nel 1937, fu fondata la "Gesellschaft zur Vorbereitung des Deutschen Volkswagens mbH" (Società per la preparazione dell'Auto del Popolo Tedesco), la società che avrebbe poi dato vita alla Volkswagen come la conosciamo oggi. La nascita della Volkswagenwerk GmbH implicò la costruzione di un grande stabilimento a Wolfsburg, in Germania, che in seguito diventò il quartier generale dell'azienda.
Ferdinand Porsche, un ingegnere automobilistico austriaco di talento, fu incaricato di sviluppare il progetto. Porsche aveva già una vasta esperienza nel settore automobilistico ed era noto per aver creato la celebre auto da corsa Porsche 911.
Il progetto iniziale prevedeva la produzione di 150.000 auto all'anno, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939 interruppe bruscamente i piani. Durante la guerra, lo stabilimento di Wolfsburg fu utilizzato per scopi militari e la produzione di automobili fu sospesa. La Volkswagen divenne un'importante industria per il regime nazista, fornendo veicoli per le forze armate tedesche, come il Kübelwagen e il Type 82E, versioni adatte ai terreni più difficili.
Leggi anche: Sfruttare al massimo i veicoli speciali in GTA 5
Il Dopoguerra e la Rinascita del Maggiolino
Dopo la guerra, la fabbrica di Wolfsburg fu riaperta e la produzione dell'auto del popolo riprese. L'auto, rinominata "Volkswagen Beetle" (Maggiolino), divenne un'icona del design automobilistico e fu venduta in tutto il mondo. Il Maggiolino divenne anche il simbolo della rinascita economica tedesca dopo il conflitto.
Le aziende appartenute al governo fascista, una volta terminato il conflitto, furono assorbite sotto l’ala delle nazioni vincitrici. Nel dicembre del 1945 nello stabilimento Volkswagen, gestito dalle autorità militari britanniche, inizia la produzione delle prime berline destinate a diventare simbolo della rinascita tedesca dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il successo del Maggiolino fu travolgente. La sua forma distintiva, la sua affidabilità e il suo prezzo accessibile lo resero popolare tra persone di ogni ceto sociale. Nel 1955, la Volkswagen celebrò la produzione del milionesimo Maggiolino, un traguardo storico per l'azienda.
L'Espansione Globale e la Diversificazione del Marchio
Negli anni '60 e '70, la Volkswagen iniziò ad espandersi a livello globale, aprendo stabilimenti in diversi paesi del mondo, tra cui Brasile, Messico e Sudafrica. L'azienda ampliò anche la sua gamma di modelli, introducendo nuovi veicoli come il Transporter (il famoso furgoncino Volkswagen) e la Golf.
L’introduzione di altri modelli negli anni seguenti, tra cui la Tipo 2 (l’originale Transporter) e successivamente l’iconica Golf, siamo a metà degli anni ‘70, firmata dal designer italiano Giorgetto Giugiaro. La Golf, lanciata nel 1974, divenne rapidamente un successo commerciale, ridefinendo il concetto di auto compatta e diventando uno dei modelli più venduti al mondo.
Leggi anche: Bollo Auto: Tutti i Metodi di Pagamento
Negli anni '80 e '90, la Volkswagen continuò a crescere e a diversificare il suo marchio. L'azienda acquisì diversi marchi automobilistici, tra cui Audi, Seat, Skoda, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Man, Ducati e Scania, diventando uno dei maggiori gruppi automobilistici al mondo.
A cavallo tra il 1990 e il 2000, sotto la dirigenza di Ferdinand Piech, il marchio ha iniziato un upgrade e ha acquisito Skoda. La produzione degli ultimi non ha accennato a rallentare, anzi, Volkswagen ha allargato l’orizzonte espandendosi anche nel segmento dei SUV. Nel 2002 è stata lanciata sul mercato la Tuareg, l’anno seguente è arrivata la Turan e, nel 2007, la Tiguan; quest’ultima è destinata a rimanere in vetta alle classifiche di vendita del brand.
Volkswagen Oggi: Innovazione e Sostenibilità
Oggi, la Volkswagen è un colosso dell'industria automobilistica, con una presenza globale e una vasta gamma di modelli, dalle city car ai SUV, dalle berline alle auto sportive. L'azienda è impegnata nell'innovazione e nella sostenibilità, investendo in tecnologie avanzate e nello sviluppo di veicoli elettrici.
Ultimamente Volkswagen ha presentato un ambizioso piano basato sulla mobilità elettrica. Con l’obiettivo di ridurre le emissioni e offrire soluzioni di trasporto più ecologiche, il marchio ha investito miliardi di euro nello sviluppo di veicoli elettrici. La gamma ID., con modelli come ID.3, ID.4 e ID. Buzz, rappresenta il futuro dell’automotive, con un occhio di riguardo per l’ambiente senza rinunciare alle prestazioni e alla qualità costruttiva tipica di Volkswagen.
Volkswagen ha anche introdotto avanzati sistemi di assistenza alla guida e connettività, trasformando l’esperienza di guida in qualcosa di sempre più sicuro e intuitivo. Grazie alla piattaforma modulare elettrica (MEB), i nuovi veicoli elettrici offrono un’autonomia sempre maggiore e un’integrazione perfetta con le nuove infrastrutture di ricarica.
Leggi anche: Trovare il Codice Cliente BMW
Modelli Attuali di Volkswagen
Oggi i modelli di Volkswagen coprono un portfolio prodotto davvero ampio e completo, sia in termini di carrozzerie sia di motorizzazioni. Si parte con la piccola up!, una vera e propria citycar da 3,6 metri assolutamente adatta per la guida in città e soprattutto per parcheggiare con disinvoltura, vista la forma compatta della sua carrozzeria. Salendo con i segmenti, la Polo è dal 1975 che riempie la casella di auto utilitaria e il successo, siamo arrivati alla sesta serie lanciata nel 2017, è lì a dimostrarlo. Tra i modelli di Volkswagen recita ancora un ruolo da assoluta protagonista la Golf. Parliamo dell’ottava serie, oggi disponibile con una carrozzeria di circa 4,3 metri a seconda delle versioni e soprattutto tante motorizzazioni tra cui scegliere.
Tra i SUV, Tiguan parte da 35.500 euro e costa 1.100 euro in meno della T-Roc Cabrio, ben più piccola. Touran parte da 39.600 euro, Tiguan Allspace da 44.200 euro e Touareg si conferma la Volkswagen più cara a listino con i suoi 83.100 euro. Analizzando i prezzi delle Volkswagen nuove elettriche, ID.3 apre la partita con 41.900 euro, seguita da ID.4 con 56.500 euro e da ID.5 con 58.750 euro, fino ai 65.450 euro della GTX 4Motion. Le station wagon Volkswagen attaccano a 30.500 euro (Golf Station) fino ai 43.250 euro della Passat.
Passando ai modelli di Volkswagen spinti da motori elettrici, la vettura più compatta in gamma è la ID.3 che dopo il restyling mantiene la sola trazione posteriore, la stessa potenza (204 CV) e viene offerta con due tagli di batteria, da 58 kWh (Pro Performance) e 77 kWh (Pro S). Salendo di segmento Volkswagen ID.4 e ID.5 condividono la stessa base, con la differenza che la seconda è la versione coupé della prima. Rispetto alla ID.3 offrono anche la trazione integrale (265 CV) fino ai 299 CV delle versioni GTX, che hanno o stanno ormai rimpiazzando la precedente generazione di sportive endotermiche conosciute con il nome di GTI. Completa la gamma delle ID la nuova ID.7, la più spaziosa tra le berline ID. Infine, per il trasporto persone, si annoverano nella gamma Volkswagen i minivan, sia termici/ibridi sia elettrici, tra cui, in ordine di grandezza il Caddy (e Caddy California), il Caravelle 6.1, il California, il Grand California, il Multivan e l’ID.Buzz elettrico, nato con l’idea di rappresentare l’idea moderna dell’iconico Transporter della serie T che ha segnato un’epoca.
Brand Concorrenti di Volkswagen
Volkswagen, in quanto Marchio generalista dai contenuti premium, vede numerosi brand fargli concorrenza diretta. Parlando di mercato europeo, si parte da Tesla che si oppone, con la sua Model Y, ai SUV elettrici ID.4 e ID.5. All’interno dello stesso Gruppo Volkswagen marchi come Skoda e Seat rischiano la costante sovrapposizione dei prodotti. Basti pensare a Volkswagen Polo che condivide quasi tutto con modelli come Seat Ibiza e Skoda Fabia. Stesso discorso per i SUV, con Kamiq a fare concorrenza a T-Roc, Karoq a Tiguan e Kodiaq alla più grande Tiguan Allspace.
Audi è fuori da questo discorso, sebbene anche in questo caso Audi A3 sia proposta nello stesso segmento di Golf e Tiguan di Q3, soprattutto perchè offre listini più alti rispetto a Volkswagen, non scontrandosi quindi direttamente. Tra i brand concorrenti di Volkswagen non bisogna dimenticare molti dei marchi ora sotto la proprietà di Stellantis: Peugeot, soprattutto, è la controparte francese di una Casa come Volkswagen, e si può dire lo stesso di Renault. Guardando all’Italia, Fiat può dirsi sfidante quasi diretta di Volkswagen: nata con lo stesso scopo, e la storia lo ha dimostrato a più riprese, la Casa automobilistica più popolare in Italia si sta via via convertendo alla totale elettrificazione e oggi copre diversi segmenti, perlopiù tra le auto compatte, con modelli come 500, anche elettrica, l’eterna Panda, la Tipo più economica di Golf nel segmento C e la nuova 600, un B-SUV concorrente diretto di T-Cross. Infine, tra i brand concorrenti di Volkswagen troviamo Ford, le sud coreane Kia e Hyundai (Hyundai Motor Group.), Honda, Mazda e, soprattutto Toyota.
L'Addio al Motore VR6: Un'Epoca che si Conclude
Recentemente, la Volkswagen ha annunciato l'addio al suo iconico motore VR6, un propulsore che ha fatto la storia del marchio e che è stato montato su numerosi modelli di successo, tra cui la Golf, la Passat, l'Audi TT e il Porsche Cayenne. L'ultimo VR6 è stato montato nei giorni scorsi dopo ben 34 anni di storia.
Il motore in oggetto aveva il pregio, grazie ad un angolo più stretto, di essere più facile da inglobare in una vettura, aveva costi di produzione più bassi e un’ottima potenza, ideale soprattutto per i segmenti più piccoli. Naturalmente spesso tra i vari Paesi ci sono delle differenze dovute alle leggi sulle emissioni o banalmente a causa del diverso gradimento del pubblico.
Wolfsburg: La Città Nata con la Volkswagen
Sul modello delle città mussoliniane, anche in Germania sorsero negli anni del III Reich alcuni centri di fondazione nazista: il più famoso è Wolfsburg, il cui nome sarà sempre legato a doppio filo al leggendario marchio Volkswagen. Ferdinand Porsche sta a Volkswagen come Hitler sta a Wolfsburg. I due hanno un piano comune: creare un’utilitaria tedesca (il Maggiolino si chiamava in origine KdF-Wagen) e fondare un’intera città tutta in sua funzione, modelli esemplari di efficienza nazista agli occhi del mondo.
Nonostante i bombardamenti alleati ne distruggano gran parte, la fabbrica VW non viene smantellata, bensì occupata dalle truppe inglesi che se ne servono per produrre mezzi di trasporto per l’esercito britannico. Con la divisione delle Germanie, in molti fuggono in extremis verso un ovest di cui la città della VW è qui avamposto, a ridosso del confine con la nuova DDR.
tags: #dove #è #nata #la #volkswagen #storia


