Ogni automobilista deve avere una conoscenza approfondita del Codice della Strada per guidare in modo sicuro ed evitare contravvenzioni e multe. Una delle regole più importanti è quella relativa alla distanza di sicurezza, ovvero il distanziamento minimo previsto tra un veicolo e l’altro durante la marcia. A differenza di altri limiti, come quelli legati alla velocità, la distanza di sicurezza è variabile e può cambiare in base al tipo di strada, alle condizioni atmosferiche, alla visibilità e al tipo di veicolo.
Definizione e Scopo della Distanza di Sicurezza
Le norme sulla distanza di sicurezza, servono ad evitare il pericolo di tamponamenti tra veicoli. Esse fanno capo all’articolo 149 del Codice della Strada e sono finalizzate a garantire la possibilità che un veicolo abbia spazio sufficiente per arrestare la propria marcia senza urtare il mezzo che lo precede. Tale spazio, definito spazio di frenata, viene calcolato sulla base di vari elementi.
È difficile mantenere sempre la distanza corretta tra i veicoli in movimento, soprattutto in condizioni di traffico intenso: pertanto, è necessario che ogni conducente adoperi prudenza e buon senso, evitando di accostarsi troppo a chi gli sta davanti.
Articolo 149 del Codice della Strada: Distanza di Sicurezza
L’articolo 149 del codice della strada disciplina la distanza di sicurezza tra veicoli, cioè lo spazio che deve intercorrere fra due veicoli che circolano nella stessa direzione di marcia. Il comma 1 del citato articolo 149, che si pone come regola generale, non indica quale è la misura della distanza di sicurezza non essendo quantificabile con precisione.
Il Codice della Strada fissa le condizioni necessarie al mantenimento della giusta distanza di sicurezza tra i mezzi in circolazione. Le direttive indicate esplicitamente sono relative alla distanza da tenere in contesto extra-urbano, che non può mai essere inferiore a cento metri per strade provviste di un’unica corsia per ciascun senso di marcia e su quella da tenere nei confronti di macchine spargisale o sgombraneve, che non può mai essere inferiore a venti metri sia in città che fuori.
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Distanze Specifiche Stabilite dal Codice
Una distanza fissa viene invece stabilita nei commi 2 e 3 dell’articolo 149. La prescrizione del comma 2 riguarda le strade fuori dei centri abitati dove vige un divieto di sorpasso per talune categorie di veicoli; in questo caso i veicoli cui il divieto è imposto devono mantenere una distanza tra loro non inferiore a 100 metri, ad eccezione dei tratti di strada con due o più corsie per senso di marcia. La norma è finalizzata ad agevolare la manovra di rientro nella normale corsia di marcia di quei veicoli per i quali il sorpasso è consentito (generalmente tali divieti riguardano infatti i cosiddetti mezzi pesanti, autotreni, autoarticolati ed autosnodati). Il comma 3 stabilisce che quando sono in azione macchine sgombraneve o spartitrici, i veicoli che seguono devono non solo procedere con la massima cautela ma devono anche tenere una distanza di sicurezza da tali macchine non inferiore a 20 metri; i veicoli che procedono in senso opposto, inoltre, sono tenuti anche a fermarsi, all’occorrenza, al fine di non intralciare i lavori in atto.
Sanzioni
Il regime sanzionatorio dell’articolo 149 si articola in modo progressivamente più grave a seconda che dalle violazioni derivi o meno un incidente stradale ed anche in base all’entità dei danni cagionati dall’urto ai veicoli e alle persone coinvolte. Quindi, la sanzione amministrativa pecuniaria nella misura minore si riferisce solamente alle violazioni che non abbiano causato incidenti oppure questi abbiano avuto conseguenze minime per i veicoli o causato lesioni lievi alle persone. La sanzione pecuniaria più alta è prevista nei casi in cui dalla collisione derivino lesioni gravi alle persone.
Il presupposto fondamentale della disposizione è che le lesioni siano gravi, ossia dell’entità prevista dall’articolo 583, comma 1, del codice penale; tali sono ritenute le lesioni con almeno 40 giorni di prognosi, oltre a quelle lesioni che provochino incapacità attitudinali provvisorie o permanenti, malattie o deformazioni insanabili, perdita di arti, indebolimento di organi o di sensi eccetera. Per l’ipotesi in trattazione (trasgressore che provoca lesioni ad altre persone) l’articolo 222 del codice della strada prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida. Pertanto, a norma dell’articolo 223, commi 1 e 2, del codice, l’agente o l’organo di polizia che ha proceduto al rilevamento dell’incidente e all’accertamento della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente a copia del rapporto e del verbale di contestazione della violazione, entro dieci giorni, tramite il proprio comando o ufficio, alla Prefettura del luogo della commessa violazione.
Fattori che Influenzano la Distanza di Sicurezza
Più che dare numeri precisi cercheremo di capire da cosa dipende la distanza di sicurezza. Infatti, sul suo calcolo incidono fattori soggettivi, come la prontezza di riflessi del conducente e fattori legati allo stato e alle caratteristiche del veicolo (tipo di veicolo, corretto funzionamento del sistema frenante, massa del mezzo, eventuale presenza di carichi a bordo, livello di usura degli pneumatici, velocità tenuta). Prima ancora, però, sarà necessario valutare una serie di fattori esterni, quali le condizioni del manto stradale, i limiti di velocità vigenti sui singoli tratti percorsi, le condizioni meteorologiche e atmosferiche (con particolare attenzione da prestare in caso di pioggia intensa, neve o nebbia), le condizioni di visibilità e lo stato del traffico.
Tutti questi elementi possono contribuire a rendere più facile o difficile la frenata e l’arresto del veicolo: da essi, pertanto, dipenderà il calcolo dello spazio di frenata e, di conseguenza, quello della distanza di sicurezza da mantenere.
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Fattori Soggettivi
- Prontezza di Riflessi del Conducente: Il tempo di reazione del conducente gioca un ruolo cruciale. Un conducente più reattivo sarà in grado di iniziare la frenata più rapidamente, riducendo lo spazio di frenata necessario.
- Concentrazione alla Guida: La distrazione, come l'uso del cellulare, può aumentare il tempo di reazione e compromettere la capacità di mantenere una distanza di sicurezza adeguata.
- Condizioni Fisiche: L'affaticamento, l'assunzione di farmaci o l'uso di alcol possono influire negativamente sui riflessi e sulla capacità di giudizio del conducente.
Fattori Oggettivi
- Tipo di Veicolo: Le caratteristiche del veicolo, come il peso, le dimensioni e il tipo di freni, influenzano la capacità di frenata.
- Stato del Veicolo: Il corretto funzionamento del sistema frenante, la pressione e l'usura degli pneumatici sono fondamentali per una frenata efficace.
- Condizioni del Manto Stradale: La presenza di acqua, neve, ghiaccio o detriti sulla strada può ridurre l'aderenza degli pneumatici e aumentare lo spazio di frenata.
- Condizioni Meteorologiche: Pioggia, neve, nebbia e vento possono compromettere la visibilità e l'aderenza, richiedendo una maggiore distanza di sicurezza.
- Visibilità: Una scarsa visibilità, dovuta a nebbia, oscurità o pioggia intensa, rende più difficile valutare la distanza dagli altri veicoli.
- Traffico: In condizioni di traffico intenso, è più difficile mantenere una distanza di sicurezza adeguata a causa delle continue variazioni di velocità e delle manovre degli altri veicoli.
Influenza della Velocità
La distanza di sicurezza minima coincide con lo spazio di frenata, direttamente proporzionale alla velocità. Questo dato quadruplica al raddoppiare della velocità. Per tale ragione, se a una velocità di circa 60 km/h la distanza di sicurezza ideale sarà stimabile in circa trenta metri, a 120km/h (quindi nel contesto di un’autostrada, dove è possibile raggiungere tali velocità) la distanza minima da tenere sarà di ben 120 metri.
In città, dove i tamponamenti sono molto frequenti per via del traffico più elevato, bisogna considerare una distanza di sicurezza tra i veicoli di almeno 25 metri se si circola a 50 km/h. Seguendo la regola sopra citata, a velocità maggiori corrispondono distanze maggiori: 40 metri se si circola a 90 km/h, 50 metri se si circola a 100 km/h.
Come Calcolare la Distanza di Sicurezza
Com’è evidente, l’elevata quantità di fattori in gioco e la loro estrema variabilità rende impossibile un esatto calcolo della distanza di sicurezza misurata in metri. Per questo il Codice della Strada risulta piuttosto vago in materia e si limita a indicare delle prescrizioni di valore generale. Ciononostante, un calcolo preciso e puntuale della distanza di sicurezza è possibile: ecco come e secondo quali criteri realizzarlo.
Chiaramente un calcolo preciso mentre si è alla guida non è possibile, così come non si possono avere dati certi sulla propria capacità di reazione e sui propri riflessi: sarà opportuno, dunque, mantenere sempre una distanza di sicurezza ampia e adeguata, non facendo mai eccessivo affidamento sulle proprie capacità di gestire il mezzo e di fermarsi in tempo. La frenata, infatti, avviene sempre con qualche istante di ritardo rispetto al momento in cui ci si accorge di dover rallentare: l’intervallo che intercorre è definito tempo di reazione e dura generalmente tra mezzo secondo e due secondi. Su di esso incidono fattori come l’età del conducente, la concentrazione alla guida, l’eventuale assunzione di farmaci, ecc. Sembra un tempo infinitesimale, ma così non è: un veicolo che procede a velocità sostenuta, infatti, in quell’attimo può percorrere anche svariate decine di metri, quanto basta, se non viene rispettata la dovuta distanza di sicurezza, per un tamponamento del veicolo che precede. Basti pensare, ad esempio, che un mezzo lanciato a 100 km orari, ossia non certo una velocità eccessiva, specialmente in autostrada, in un secondo è in grado di percorrere circa venti metri.
Regola Empirica
Esiste una semplice formula empirica che consente di calcolare con buon approssimazione, nella generalità delle situazioni, la distanza di sicurezza: basta moltiplicare per 3 le decine della velocità espresse in km/h.
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Tempo di Reazione
Lo stesso regolamento di esecuzione del Codice della strada, specifica che “la distanza di sicurezza deve essere almeno uguale allo spazio percorso durante il tempo che passa tra la prima percezione di un pericolo e l'inizio della frenata”, ossia il cosiddetto tempo di reazione. Generalmente si assume che questo tempo sia pari a un secondo.
La Tecnologia e la Distanza di Sicurezza
La tecnologia, negli ultimi tempi ha compiuto passi da gigante in fatto di sicurezza: oltre all’ABS e al miglioramento del potenziale degli pneumatici, spesso sui veicoli di ultima generazione è inserito il cruise control, sistema che permette non solo di mantenere una velocità di marcia costante, ma anche di impostare la distanza di sicurezza ideale da mantenere rispetto al veicolo che precede. In tal modo, si potrà avere la certezza di non sforare i limiti previsti e di mantenersi sempre a distanza di sicurezza, con la velocità che tenderà a calare in automatico nel caso in cui il conducente acceleri troppo o tenda ad avvicinarsi più del dovuto al mezzo davanti a sé. Va detto, però, che non esistono ancora veicoli totalmente automatizzati: la gran parte del lavoro spetta dunque ancora all’automobilista, che deve stare ben attento alla strada e ridurre al minimo qualsiasi forma di distrazione, ad esempio, tenendo il cellulare fuori dalla propria portata e servendosi sempre di cuffie o del vivavoce in caso di telefonate urgenti.
Distanza di Sicurezza in Condizioni Meteorologiche Avverse
Fondamentali, ai fini della distanza di sicurezza ideale, sono le condizioni meteo: in caso di pioggia, infatti, i limiti scendono automaticamente e la distanza deve essere riadattata di conseguenza. Parliamo di 90km/h su strade extraurbane principali e 110 km orari sulle autostrade (invece degli abituali 130). Il rischio, in questo caso, è quello dell’aquaplaning, ovvero della perdita di aderenza del veicolo sul fondo stradale a causa dell’accumulo di acqua non drenata dall’asfalto, e tale da rendere la strada scivolosa e pericolosa, soprattutto se si mantengono alte velocità o si effettuano brusche frenate.
Se le condizioni atmosferiche dovessero risultare ancora più estreme, con presenza di neve o grandine, la velocità massima consentita scenderà ulteriormente e sarà bene dilatare in maniera notevole la distanza di sicurezza, perché risulterà davvero facile pattinare con le ruote anteriori del veicolo o avere difficoltà di frenata a causa della strada ghiacciata o dell’inefficacia dell’impianto frenante.
Ancor più attenzione dovrà essere prestata in caso di nebbia: con visibilità ridotta, infatti, i limiti scenderanno ad appena 50 km/h e bisognerà davvero procedere con assoluta cautela.
Con meteo avverso le regole sinora viste restano valide, ma ancor più importanti diventano i principi del buon senso: la poca visibilità e gli accumuli di acqua o ghiaccio sull’asfalto bastano infatti, già da soli, a suggerire la massima prudenza agli automobilisti e ancor di più, ai conducenti di mezzi pesanti come bus, camion, autotreni e autoarticolati. Gli standard relativi alla distanza di sicurezza, infatti, sono gli stessi per qualunque veicolo a motore (dalla motocicletta al tir), ma è ovvio che a un aumento della massa e della cilindrata del mezzo dovrà sempre corrispondere una maggiore attenzione e un maggiore distanziamento dagli altri veicoli, a causa dei più alti tempi di frenata necessari a veicoli di dimensioni più importanti.
Sanzioni per il Mancato Rispetto della Distanza di Sicurezza
Il mancato rispetto della distanza di sicurezza prevista tra un’auto e l’altra comporta multe e sanzioni, che possono cambiare in base alla gravità dell’infrazione. Di base, la normativa vigente prevede una sanzione pecuniaria dall’importo abbastanza ridotto (da 42 a 173 euro) per il semplice mancato rispetto della distanza di sicurezza.
La multa, però, può aumentare in maniera considerevole se l’infrazione ha causato incidenti, con conseguenti danni a cose o persone: in tal caso, si può arrivare alla perdita di punti o al ritiro della patente, passibile di essere sospesa per un periodo che va da uno a tre mesi. Siccome lo spazio dipende dalla velocità, la distanza di sicurezza aumenta all’aumentare della velocità. In generale, la distanza di sicurezza dipende da numerose variabili.
Articolo 149 Cds: Sanzioni Specifiche
I commi successivi quarto, quinto ed sesto, invece, contengono diposizioni normative che sono relative al trattamento sanzionatorio per le violazioni ai precetti sopra elencati. Il legislatore, infatti, stabilisce al quarto comma che: “Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 41 a € 169”. Orbene, l’inosservanza della distanza di sicurezza tra veicoli in movimento senza collisione o con danni lievi comporta anche la decurtazione di nr.
Invece, molto più articolato, strutturato e complesso si presenta il quinto comma. Infatti, il predetto comma dispone che: “Quando dall’inosservanza delle disposizioni di cui al presente articolo deriva una collisione con grave danno ai veicoli e tale da determinare l’applicazione della revisione di cui all’art. 80, comma 7, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 85 a € 338. Dunque, a quanto sopra si aggiunge che l’inosservanza della distanza di sicurezza tra veicoli in movimento con collisione con danni gravi ai veicoli comporta anche la decurtazione di nr.
L’articolo 149 Cds si chiude con il sesto comma che sancisce quanto segue: “Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 422 a € 1697, salva l’applicazione delle sanzioni penali per i delitti di lesioni colpose o di omicidio colposo. Si ricorda che, ai sensi dell’art.
Tamponamento e Responsabilità
Generalmente, in caso di tamponamento, tutta la responsabilità del fatto viene attribuita al conducente che pone in essere l’omissione di cui all’articolo 149. Tuttavia la giurisprudenza, in alcune sentenze, si è anche espressa prendendo in esame il comportamento del conducente del veicolo tamponato, individuando come possibile il concorso di colpa, ad esempio in caso di cambiamento imprevedibile di direzione senza tempestiva segnalazione oppure di arresto improvviso ed immotivato del veicolo (Cassazione Penale, sezione IV, 20 marzo 1978, n. 551 e 13 marzo 1981).
Presunzione di Colpa
Secondo l’insegnamento della Corte di Cassazione “L’avvenuta collisione di un veicolo con quello che lo precede pone a carico del conducente una presunzione de facto di inosservanza della distanza di sicurezza, con la conseguenza che, non potendosi applicare la presunzione di pari colpa[2] di cui all’art. 2054 c.c., comma 2, egli resta gravato dall’onere di dare la prova liberatoria, dimostrando che il mancato tempestivo arresto dell’automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili”. (Cassazione civile, sezione III, 13 luglio 2010, n.
In sostanza, non trova generalmente applicazione la presunzione di pari responsabilità di cui all’art. 2054 codice civile salvo che, chi tampona, non riesca a fornire la prova che la collisione è avvenuta per cause in tutto o in parte a lui non imputabili. Tuttavia, l’autore ritiene che nell’ipotesi in cui il tamponamento sia avvenuto a seguito dell’improvvisa immissione sulla corsia di marcia di un veicolo occorra valutare comparativamente la condotta di guida di entrambi i conducenti. Infatti, in tale caso, l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza vige in relazione alla normale marcia dei veicoli sulla medesima corsia di marcia e non nell’ipotesi di improvvisi anomali ed imprevedibili ostacoli, rappresentati dall’improvvisa immissione di un veicolo nel flusso stradale.
In ultima analisi, si può ragionevolmente poter ritenere che in caso di tamponamento di veicoli, l’applicazione della presunzione semplice del mancato rispetto della distanza di sicurezza da parte del conducente del veicolo tamponante non è sempre automatica. Infatti, in presenza di situazioni non obiettivamente chiare o di contestazioni, il conducente del veicolo tamponato ha l’onere di dimostrare la regolarità della propria condotta di guida, fornendo adeguata prova liberatoria atta a superare la presunzione di corresponsabilità sancita dall’art. 2054[5] c.c. Del resto, la mera ubicazione dei danni nella parte posteriore del veicolo non è da sola sufficiente a far presumere il mancato rispetto della distanza di sicurezza da parte del conducente dell’altro veicolo. Per l’applicabilità di tale presunzione semplice, il cui fondamento normativo è costituito dall’art. 2729 c.c., è necessario un quadro processuale caratterizzato da indizi chiari, univoci , precisi e concordanti.
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