La storia di Dacia Valent è una narrazione complessa e toccante, un intreccio di successi e cadute, di lotte antirazziste e personali drammi. Nata a Mogadiscio nel 1963 da padre diplomatico friulano e madre principessa somala, la sua vita è stata segnata da eventi traumatici e da un impegno costante contro le discriminazioni razziali, che l'hanno portata a diventare la prima europarlamentare di colore in Italia.
Gli Anni Giovanili e la Tragedia Familiare
Dopo aver viaggiato in diversi Paesi, Dacia Valent si trasferì a Udine nel 1980. Proprio a Udine, nel 1985, la sua vita fu sconvolta da un evento terribile: il fratello Giacomo, appena sedicenne, fu brutalmente assassinato. Giacomo fu attirato in un agguato da due liceali udinesi, un quindicenne e un sedicenne con una nota propensione per i simboli e i libri nazisti, tanto da esibirli perfino in classe. Il più giovane dei due lo colpì ripetutamente. Giacomo morì in un sottoscala, trafitto da 63 coltellate. Il suo corpo fu coperto da stracci e giornali abbandonato in quella casa fatiscente. Ai giudici i ragazzi dissero che Giacomo «era negro e meritava una lezione». La madre di Dacia morì qualche mese dopo dal dolore. Questo tragico evento segnò profondamente Dacia, spingendola a intraprendere una battaglia contro il razzismo e l'intolleranza.
L'autore materiale del delitto fu condannato a 17 anni e mezzo in primo grado, poi ridotti a 15 e mezzo in appello. La Cassazione confermò la condanna, ma il ragazzo lasciò il carcere solo cinque anni dopo il delitto, mentre il complice uscì ancora prima.
L'Ingresso nella Polizia e la Lotta Contro il Razzismo
Dacia, nel frattempo, si era sposata in Friuli ed era diventata madre. Entrò nella Polizia di Stato, inizialmente assegnata a una stazione di polizia a Milano, quindi al servizio scorte. Nel 1989, durante il servizio in pattuglia Valent affermò che un ubriaco l’aveva insultata con commenti razzisti e presa a pugni. «Sporca negra, stronza» le disse. Capì di essere sola quando i colleghi non intervennero in sua difesa.
Cominciò così la sua battaglia, diffusa dai media. E la sua storia che commosse l’Italia rimbalzò dalle pagine dei giornali all’europarlamento.
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Fu il Pc di Achille Occhetto, che la appoggiò, a candidarla al Parlamento europeo dove fu eletta con circa 76 mila preferenze.
Questo episodio fu determinante per la sua successiva carriera politica. Dacia denunciò pubblicamente l'accaduto, ottenendo un'ampia risonanza mediatica e il sostegno dell'opinione pubblica.
L'Ascesa Politica e l'Esperienza al Parlamento Europeo
Grazie alla sua popolarità e all'appoggio del Partito Comunista Italiano (PCI), Dacia Valent fu candidata alle elezioni europee del 1989, venendo eletta con un ampio margine di preferenze. Divenne così la prima parlamentare di colore nella storia dello Stato italiano.
A Strasburgo Dacia Valent ha fatto parte della Commissione giuridica e per i diritti del cittadino, della Commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni, quindi dell’Assemblea paritetica della convenzione tra gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e la Cee.
La sua elezione rappresentò un momento storico per l'Italia, segnando un passo avanti nella lotta contro il razzismo e per l'integrazione. Tuttavia, la sua esperienza politica fu caratterizzata anche da controversie e difficoltà.
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Le Controversie e il Declino
Quando però il Pci si sciolse non aderì al Partito democratico della sinistra, ma si iscrisse a Rifondazione Comunista, dalla quale poi fu espulsa. Le sue esternazioni su Israele pubblicate sul settimanale Avvenimenti, le costarono l’isolamento.
Cominciò così la parabola discendente della sua esistenza, trascorsa a Roma. Al suo tentativo fallito di correre per un seggio con il partito di Alleanza Nazionale seguì la candidatura alle elezioni europee con la lista di Antonio di Pietro nel 2004 quando raccolse 583 preferenze, senza essere eletta.
Nel luglio 1992 Dacia aveva fondato Score, un’organizzazione non governativa. Come presidente di Score nel 1995 sostenne le accuse di un gruppo di donne somale contro la Cgil, ma finì per essere condannata per diffamazione. Nel 1995 fu arrestata per il tentato omicidio del compagno. Storie di violenze domestiche e disavventure giuridiche la travolsero in una spirale discendente. Dopo la sua conversione all’Islam fondò un’organizzazione chiamata Islamic Anti-Defamation league che organizzò supporto e consulenza agli islamici che volevano segnalare problemi di abuso basato sulla discriminazione religiosa.
Dopo l'esperienza al Parlamento Europeo, Dacia Valent intraprese un percorso politico travagliato, passando da Rifondazione Comunista ad Alleanza Nazionale, senza però riuscire a riconfermare il suo ruolo istituzionale. La sua carriera politica subì un declino a causa di posizioni controverse, problemi giudiziari e difficoltà personali.
Gli Ultimi Anni e la Scomparsa
Negli ultimi anni della sua vita, Dacia Valent si convertì all'Islam e fondò un'organizzazione chiamata Islamic Anti-Defamation League, dedicandosi alla difesa dei diritti degli islamici. Tuttavia, le sue posizioni radicali e le sue dichiarazioni pubbliche suscitarono ulteriori polemiche e controversie.
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«Amo la pace e i poveri - sostenne un giorno -. Credo nell’aldilà, nella fratellanza e nel Dio universale».
Dacia Valent morì a Roma il 26 gennaio 2015, all'età di 52 anni, a causa di un infarto. La sua scomparsa suscitò reazioni contrastanti, tra chi ne ricordava l'impegno contro il razzismo e chi criticava le sue posizioni più recenti.
Riflessioni sul Razzismo in Friuli e in Italia
La storia di Dacia Valent e di suo fratello Giacomo mette in luce la persistenza del razzismo in Italia, anche in regioni come il Friuli, spesso considerate immuni da tali fenomeni. Come sottolineato da Marco Puppini, gli insulti razzisti rivolti ad alcuni giocatori di colore durante una partita dell'Udinese sono solo l'ultimo esempio di un problema più ampio e radicato.
Il caso di Giacomo Valent, ucciso da compagni di scuola perché "negro", è un tragico esempio di come il razzismo possa manifestarsi anche tra i giovani e in contesti apparentemente insospettabili. Allo stesso modo, le difficoltà incontrate da Dacia Valent nella polizia, dove subì insulti e discriminazioni da parte dei colleghi, dimostrano come il razzismo possa essere presente anche all'interno delle istituzioni.
È importante ricordare che il razzismo non è solo un problema individuale, ma anche un fenomeno sociale e culturale che richiede un impegno costante da parte di tutti per essere contrastato e superato.
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