L'importazione parallela di automobili, specialmente di marchi prestigiosi come BMW, è un tema che suscita grande interesse e dibattito. Questa pratica consiste nell'acquistare un veicolo al di fuori del mercato ufficiale del proprio paese, spesso in un altro paese dell'Unione Europea o al di fuori di essa, per poi importarlo e immatricolarlo nel proprio paese di residenza. Questo articolo analizzerà i vantaggi e gli svantaggi di tale operazione, fornendo una panoramica completa per chiunque stia considerando questa opzione.
Vantaggi dell'Importazione Parallela
Prezzo Vantaggioso
Uno dei principali motivi che spinge all'acquisto di auto di importazione è il prezzo. Le auto di importazione possono essere acquistate a costi inferiori rispetto a quelle vendute in Italia, grazie a differenze fiscali e politiche di costo dei produttori automobilistici esteri. Questo vantaggio economico può rappresentare un risparmio significativo, soprattutto per modelli di fascia alta come le BMW.
Maggiore Scelta e Esclusività
L'acquisto di un'auto di importazione offre un ventaglio di scelte più ampio rispetto a quelli disponibili sul mercato nazionale. Questo garantisce un elevato grado di esclusività all'acquirente, che può accedere a modelli, allestimenti o optional non disponibili in Italia. Ad esempio, si potrebbero trovare versioni con specifiche particolari o dotazioni uniche.
Svantaggi e Rischi dell'Importazione Parallela
Complessità Burocratica e Documentazione
L'acquisto di auto di importazione in Italia segue una procedura codificata per l'immatricolazione. La mancanza o la difformità nella documentazione può tradursi in esborsi non previsti o peggio nell’impossibilità di immatricolare la vettura. Ogni auto acquistata all’estero per potere essere immatricolata in Italia deve essere corredata da una specifica documentazione. Per le auto nuove sono necessari l’atto di vendita con firma del venditore autenticata e bollo, la dichiarazione di conformità (Certificato di conformità europeo) e la fattura di vendita che attesti la proprietà del mezzo. Per le auto usate è ovviamente richiesta la carta di circolazione estera.
Per quanto riguarda l’immatricolazione di un’auto proveniente da un Paese dell’Unione europea o dell’area EFTA, il nuovo proprietario è chiamato a contattare lo Sportello telematico dell’automobilista per richiedere l’immatricolazione al PRA. Nel caso di veicoli provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione europea, non è invece possibile fare riferimento allo Sportello telematico dell’automobilista.
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Secondo quanto stabilito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’importatore deve presentare il censimento telematico dell’atto di importazione, fornendo i dati dell’acquirente, del venditore estero e della documentazione del veicolo. Prima dell’immatricolazione, è richiesto il pagamento dell’Iva tramite il modello F24, il cui avvenuto versamento è confermato dal numero di protocollo telematico. Entro 30 giorni, l’Agenzia delle entrate verifica l’accuratezza delle informazioni nel fascicolo.
Rischio di Evasione Fiscale e Frodi
Le auto di importazione possono essere oggetto di evasione fiscale. La complessità della verifica dei documenti e l’effettiva esistenza del venditore estero rendono difficili i controlli in tempo reale da parte dell’Agenzia delle entrate. Anche se vengono effettuate, le verifiche possono richiedere diversi mesi per essere completate. Per ridurre i rischi, sono spesso utilizzate società cartiera che esistono solo sulla carta per complicare la tracciabilità delle transazioni e delle fatturazioni. In alcuni casi viene utilizzata un’autocertificazione firmata dall’acquirente per far passare l’operazione come una compravendita tra un concessionario estero e un privato italiano, esentando così dall’Iva.
Nel caso di tentativi di frode, la responsabilità ricade molto spesso sull’importatore o sul rivenditore disonesto. In genere, dopo aver accertato il mancato pagamento dell’Iva, l’Agenzia delle entrate procede con il sequestro delle targhe e del libretto del veicolo. Per poterlo registrare di nuovo e a proprie spese, il proprietario deve pagare l’Iva mancante. Se in precedenza ha firmato un’autocertificazione affermando di aver acquistato personalmente l’auto all’estero, è tenuto a dimostrarlo.
Garanzia e Assistenza
Nel perfezionamento dell’acquisto di un’auto nuova all’estero è opportuno verificare con il venditore se gli interventi in garanzia possono essere effettuati anche in Italia presso la rete del marchio. In caso positivo è bene farlo specificare nell’atto di vendita. Per le auto usate in linea generale valgono le regole comunitarie (per auto acquistate nella UE) ma il venditore potrebbe esigere di effettuare gli interventi presso la propria officina e senza farsi carico delle spese di trasporto.
Conformità alle Normative Italiane
Le Case costruttrici adeguano le proprie vetture in base alle peculiarità e normative dei Paesi nei quali vengono commercializzate. Non è raro che a parità di marca e modello un’automobile presenti allestimenti e dotazioni differenti rispetto alle versioni commercializzate in Italia. È fondamentale assicurarsi che l'auto sia omologata per la circolazione secondo il codice della strada italiano. Ad esempio, bisogna prestare attenzione a elementi come i fari allo xeno, che richiedono specifici dispositivi come lavafari e sistema autolivellante per essere conformi alle normative.
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IVA e Tassazione
Se si acquista un’auto nuova da un Paese UE l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) deve essere corrisposta nella nazione di destinazione. La fattura emessa dal venditore non dovrà quindi includere il corrispettivo IVA e bisogna ovviamente prevedere e provvedere all’esborso nel proprio Paese. L’IVA va pagata entro 10 giorni dal perfezionamento dell’acquisto.
Rischi nelle Transazioni Online
Riguardo il pagamento dell’auto, specie se la trattativa è condotta online, bisogna essere quanto mai guardinghi. Non sono rare truffe nelle quali i venditori si dileguano dopo avere ricevuto un acconto e peggio ancora sono avvenute truffe con automobili rubate e documentazioni false, le quali finiscono per essere sequestrate dalle autorità in via pressoché definitiva.
Costi di Trasporto
Una spesa di cui tener conto è quella relativa al trasporto dell’auto dal Paese estero, non è un costo incluso nel prezzo d’acquisto e toccherà all’acquirente dover provvedere.
Procedura di Immatricolazione
La vettura importata deve essere immatricolata entro 30 giorni ed entro ulteriori 60 giorni essere iscritta al PRA. La via più breve è quella di rivolgersi allo Sportello Telematico dell’Automobilista presso le unità territoriali ACI, Motorizzazione, delegazioni ACI e studi di consulenza abilitati.
Nell’ambito della procedura di immatricolazione di un’auto di importazione, il proprietario deve fornire una serie di documenti a seconda della tipologia del veicolo.
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Esempio: BMW i8 e Importazione Parallela
La BMW i8, con il suo design innovativo e le sue caratteristiche tecniche uniche, rappresenta un esempio interessante nel contesto dell'importazione parallela. Grazie alla sua esclusività e al suo appeal, molti appassionati potrebbero essere tentati di cercare questo modello al di fuori del mercato italiano.
Considerazioni sull'Acquisto di una BMW i8 di Importazione
Come abbiamo più volte ricordato per vetture speciali, nella ricerca della i8 da portare a casa, la priorità va data a quelle vendute dalla BMW Italia tralasciando quelle d’importazione parallela. Questa affermazione non dev’essere intesa come una dichiarazione di sfiducia verso gli importatori indipendenti, ma nasce dalla necessità di ricostruire il passato della vettura, cosa che riesce più agevolmente con modelli ufficiali. Un imperativo con una vettura come questa, fatta di carbonio e alluminio e con un powertrain sofisticato dove è fondamentale la manutenzione pregressa e sapere chi e come ha effettuato eventuali riparazioni dopo un incidente.
Costi di Gestione e Manutenzione
Le spese fisse per una BMW i8 riflettono le caratteristiche della vettura. La tassa di possesso nella Regione Lombardia ammonta a 438,60 euro che però, per esemplari successivi al 2019, è dimezzata per cinque anni a partire da quello di immatricolazione. Non proprio a buon mercato la Rc auto che, a seconda della compagnia, potrebbe essere tariffata in base alla potenza complessiva (362 CV) e tenere conto pure dell’estrazione sportiva del modello: per un quarantenne in classe d’ingresso nella provincia di Milano le richieste si aggirano mediamente sui 1.500 euro, con variazioni attribuibili anche all’anno dell’esemplare assicurato. Variabile la polizza furto e incendio: il costo, che ricordiamo è parametrato al valore commerciale, risente del tipo di modello, considerato una supercar a rischio furto.
La BMW i8 effettua la manutenzione ordinaria in base alle indicazioni del sistema di bordo. Gli intervalli di manutenzione sono così determinati in base all’uso che se ne fa della vettura. Quando il display indica la necessità di un tagliando, bisogna cambiare l’olio motore (4,3 litri di uno 0W20 BMW LL17-FE+), il relativo filtro, le tre candele, il filtro abitacolo e la batteria del telecomando per un totale di 496 euro. Ogni due di questi tagliandi, vanno sostituiti il filtro dell’aria motore e, curiosamente, l’ammortizzatore telescopico della porta per 184 euro complessivi.
Fari allo Xeno: Un Caso Particolare
Un aspetto tecnico da considerare nell'importazione di una BMW (o di qualsiasi altra auto) riguarda i fari allo xeno. La normativa ECE R48 rende obbligatorio l'uso dei lavafari e del dispositivo autolivellante dei fari per poter montare lampade allo xeno su un veicolo. In caso di installazione non conforme, si incorre nella violazione dell'art. 78 del Codice della Strada.
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