Le automobili per acrobazie rappresentano un settore affascinante che unisce ingegneria, spettacolo e adrenalina. Dalle stunt car utilizzate negli inseguimenti cinematografici alle hypercar ispirate alle pattuglie acrobatiche aeree, questo mondo offre una varietà di veicoli e performance capaci di stupire e appassionare.

Stunt Car: Protagoniste del Cinema e della TV

Spettacolari scene d’inseguimenti, folli corse a tutta velocità, acrobazie e carambole: chi non è mai rimasto incantato dinnanzi a scene di film e serie tv in cui, protagoniste, sono le auto? Effetti speciali a parte, la domanda sorge spontanea: ma quali auto utilizzano gli stuntman, per girare quelle azioni tanto spettacolari?

Negli anni Ottanta, all’epoca di “Interceptor - Il guerriero della strada” (Mad Max II) con Mel Gibson, in un film ad alto tasso di spettacolo venivano distrutte decine e decine di veicoli. Se quella volta furono una quarantina, l’anno prima - per girare “The Blues Brothers” - furono utilizzate 13 vetture diverse solo per la Bluesmobile (una Dodge Monaco della California Highway Patrol), e circa 60 vecchie macchine della polizia da sfasciare tra salti e incidenti.

Oggi, invece, si fa larghissimo uso della tecnologia. Tra le aziende specializzate in speciali riprese a bordo di veicoli troviamo la Pursuite System che, nella sua flotta, vanta BMW X5 M, Porsche Cayenne Turbo, Mercedes ML 63 AMG e Ford Edge ST. Sul tetto della vettura coinvolta nel film viene montato un crane, un braccio meccanico su cui viene posizionata la telecamera stabilizzata e che - con un peso di 450 chili - viene controllato e orientato dall’interno del veicolo.

La BMW X5 M, con motore a benzina 8 cilindri M TwinPower Turbo e un cambio Steptronic a 8 rapporti, è un perfetto mix tra potenza e maneggevolezza. Dove si è vista? In “Mission Impossible”, ad esempio. Un altro suv molto utilizzato dagli stuntman per le loro scene ad alto tasso d’adrenalina è il Cayenne Turbo che, opportunamente modificata, offre prestazioni mozzafiato, mentre la trazione integrale riesce a portare la videocamera su qualsiasi tipo di strada. Ci sono poi, nella scuderia Pursuite System, la Mercedes ML 63 AMG (il suv più potente in Italia), capace di percorrere anche tragitti tortuosi, e la Ford Edge ST. Quest’ultima, in particolare, è stata rinforzata nel tetto per sorreggere il peso dell’attrezzatura, e dotata di sospensioni pneumatiche oltre che di un sistema di frenata più potente.

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Ovviamente, macchine distrutte nei film ce ne sono ancora. E sono pure tante. Durante le riprese di “Fast and Furious 7”, sono state 230. Molti anni fa, dopo le riprese le automobili danneggiate venivano vendute agli autodemolitori, oppure - se i danni non erano gravi - ad appassionati e collezionisti che le rimettevano in sesto. Basti pensare alla Mustang di Steve McQueen in “Bullitt”, o alle Dodge Chargers utilizzate per “Hazzard”. Oggi, le regole sono più rigide: se un’auto non è più utilizzabile viene immediatamente demolita, se ancora utilizzabile smontata al fine di venderne i ricambi. Spesso, i produttori cinematografici scelgono però di demolire le auto anche se in buone condizioni, per evitare che - rivendute - possano essere utilizzate in modo inopportuno, e trasformarsi così in pericolose trappole date le modifiche di cui sono state oggetto.

Altre volte, invece, va di lusso. Buddy Lee Hooker, coordinatore delle controfigure nel film “Grindhouse - A prova di morte” di Tarantino, ha confessato di essere riuscito a salvare una Novas utilizzata nel film, e di usarla proprio in compagnia del regista. Perché buttare via quei veri gioiellini è molto più difficile di quel che si pensa.

Stunt Car Telecomandate: Divertimento Acrobatico per Tutti

Esistono anche auto telecomandate progettate specificamente per eseguire acrobazie. Questi modelli, spesso dotati di caratteristiche speciali come la capacità di muoversi lateralmente, fare cerchi e continuare a funzionare anche se capovolti, offrono un'esperienza di guida acrobatica accessibile a un pubblico più ampio. Gli effetti sonori e luminosi contribuiscono a rendere l'esperienza ancora più realistica e coinvolgente.

Gymkhana: L'Arte della Guida Acrobatica

La serie video di guida acrobatica "Gymkhana" - resa celebre a livello planetario del compianto pilota Ken Block - è pronta a fare il suo attesissimo ritorno. E questa volta l'azione si sposterà in Australia. Protagonista dello spettacolo sarà il pilota di rally e di guida acrobatica Travis Pastrana, al volante di un veicolo che ha già fatto scalpore: una Subaru Brat totalmente modificata e ribattezzata come "Brataroo".

Subaru Brataroo: Un Mostro di Potenza e Tecnologia

Costruita da Subaru of America in collaborazione con il partner tecnico Vermont SportsCar (VSC), la "Brataroo" è stata descritta da Pastrana stesso come "completamente fuori di testa, nel miglior modo possibile". Sebbene assomigli al classico pick-up Subaru degli anni '70, è in realtà un veicolo espressamente costruito per sopportare le acrobazie di Gymkhana e progettata per superare ampiamente i modelli che l'hanno preceduta in termini di velocità in curva, derapate e capacità di… salto.

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Sotto il cofano si nasconde un motore boxer a quattro cilindri da due litri, sovralimentato e in grado di erogare ben 670 cavalli di potenza massima e 920 Nm di coppia motrice. Questo propulsore, oltretutto, urla fino a un incredibile regime massimo di 9.500 giri/min. Non mancano carrozzeria di carbonio, aerodinamica con flap anteriori attivi e la possibilità di utilizzare due diversi pacchetti di alettoni posteriori in base alle condizioni e alle acrobazie richieste. "Ha l'anima di una Subaru d'epoca ma con la tecnologia per fare cose che nessuna vettura Gymkhana ha mai fatto", spiega Pastrana: "È senza dubbio l'auto da Gymkhana più folle che abbiamo mai costruito". Il ritorno di Gymkhana sugli schermi è previsto per dicembre.

Omaggio all'Aeronautica: Quando le Auto si Ispirano agli Aerei

Nel mondo delle auto ad alte prestazioni, l'ispirazione può arrivare anche dall'aeronautica. Un esempio emblematico è la Pagani Zonda Tricolore, una hypercar realizzata in soli tre esemplari per celebrare i 50 anni delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica italiana.

Pagani Huayra Tricolore: Un Tributo Volante

Nel 2010 Pagani ha voluto rendere omaggio ai 50 anni di questa eccellenza con la presentazione di Zonda Tricolore, una hypercar realizzata in soli tre esemplari, oggi tra i più esclusivi e ricercati modelli di Zonda in circolazione. “In un anno, il 2020, che ha messo a dura prova il nostro Paese come non mai da lunga data, siamo orgogliosi di poter celebrare un simbolo di unione e di orgoglio nazionale come le Frecce Tricolori, un traguardo che è frutto di un’epoca di valori e di passione, e di un lungo periodo di tempo nel quale uomini e mezzi hanno saputo e dovuto superare se stessi, giorno dopo giorno. Le Frecce rappresentano per tutti noi un esempio di determinazione, una dimostrazione di ciò che il forte desiderio di andare avanti e di superare gli ostacoli può ottenere. Saper volare in gruppo richiede grandi abilità da parte dei piloti, ma soprattutto estrema disciplina e un lungo addestramento. Ancor più di questo, esso implica la capacità di fare squadra in modo eccellente. Nel corso della storia l’acrobazia aerea, dalle iniziali pratiche di addestramento, ha assunto anche il ruolo di dimostrazione delle capacità dei piloti e dei velivoli, delle conoscenze tecnologiche e delle abilità degli uomini che ideavano nuove figure in volo. Lavorare bene ad altissimo livello è oggi l’intima essenza del gruppo acrobatico dell’Aeronautica Militare, la cui squadriglia vola su aerei a reazione capaci di una velocità di 898 km/h sul livello del mare ed in grado di compiere le manovre più estreme del repertorio acrobatico delle Frecce Tricolori, grazie alla loro geniale progettazione. Creare una macchina sicura ed affidabile in ogni condizione è uno degli obiettivi chiave dell’ideazione e dello sviluppo di ogni progetto Pagani e l’estro progettuale di un velivolo come l’MB-339A della P.A.N.

Uno splitter anteriore più pronunciato e dal profilo aerodinamico completamente nuovo è stato progettato per garantire la massima deportanza, mentre il nuovo paraurti anteriore con estrattori laterali massimizza l’efficienza dell’intercooler ed assicura al potente Pagani V12 un adeguato scambio termico, necessario per raggiungere il massimo delle sue prestazioni. L’efficienza di aspirazione è garantita inoltre dal nuovo airscoop, provvisto di un innovativo sistema di convogliamento dell’aria che consente un flusso ancora maggiore di aria fredda direttamente al motore e richiama nelle linee e nel prolungamento verso l’ala posteriore il linguaggio visivo degli Aermacchi della pattuglia acrobatica. Curato nei minimi particolari, il design di Huayra Tricolore celebra anche nel dettaglio più minuto il prodigio tecnico che è l’Aermacchi MB-339A P.A.N.: è il caso dei supporti che sostengono l’ala posteriore, che nella forma riprendono la pinna di deriva dell’iconico jet e riportano sul lato esterno il numero della vettura, adottando l’inconfondibile lettering utilizzato nella numerazione dei velivoli della pattuglia. Ma il richiamo stilistico più diretto ed evidente a questo simbolo di eccellenza nazionale è dato soprattutto dalla livrea esterna, dove il tricolore, come un flusso d’aria impetuoso e travolgente, disegna il laterale della vettura, estendendosi fino ai gruppi ottici posteriori, e si sposa con la caratteristica colorazione blu in carbonio a vista.

Huayra Tricolore rappresenta un concentrato di concetti e di tecnologie propriamente aeronautici sviluppati su misura per un’automobile. La geometria del gruppo sospensioni è progettata per trasferire efficacemente a terra tutti gli 840 CV del Pagani V12, riducendo gli effetti di dive e di rollio, rispettivamente in frenata e in inserimento in curva. Huayra Tricolore è alimentata dal nuovo Pagani V12, il motore biturbo sviluppato appositamente da Mercedes-AMG, capace di sprigionare nella sua versione più aggiornata una potenza di 618 kW (840 CV) a 5900 giri/min e 1100 Nm di coppia da 2000 a 5600 giri/min. Tutta la potenza e l’eccezionale reattività del propulsore sono trasferite a terra dal cambio sequenziale a sette rapporti con differenziale elettromeccanico.

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Anche nella scelta dei materiali e nel design degli interni Huayra Tricolore si ispira profondamente agli aerei della Pattuglia Acrobatica Nazionale e ne ricama l’elogio in ogni dettaglio. I componenti in alluminio sono realizzati a partire da leghe di grado aerospaziale e ricavati dal pieno, prima di essere anodizzati nell’originale nuance blu.

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