La storia di Volkswagen è una delle più affascinanti e complesse nel mondo dell'automotive, intrecciandosi indissolubilmente con le vicende del XX secolo. Fondata nel 1937, la casa automobilistica tedesca ha saputo superare sfide e controversie, diventando un marchio globale sinonimo di qualità, innovazione e affidabilità. Questo articolo esplora le origini di Volkswagen, la sua evoluzione attraverso i decenni, i modelli iconici che hanno segnato la sua storia e le sfide attuali e future che il gruppo si trova ad affrontare.
Le Origini: L'Auto del Popolo e Ferdinand Porsche
Le radici di Volkswagen affondano nel 1934, quando l'Associazione dell'Industria del Reich commissionò a Ferdinand Porsche la produzione dell'"Auto del Popolo Tedesco" (Volkswagen in tedesco). L'obiettivo era creare un'auto economica e accessibile a tutte le classi sociali, capace di trasportare quattro persone, raggiungere una velocità di crociera di 100 km/h, consumare poco e costare meno di mille marchi.
Ferdinand Porsche, ingegnere automobilistico austriaco con una vasta esperienza nel settore, accettò la sfida e sviluppò il prototipo di quella che sarebbe diventata l'iconica Maggiolino. La creazione della Volkswagenwerk GmbH, la società per la produzione dell'auto del popolo, fu il risultato di questo ambizioso progetto voluto dal regime nazista.
Nel 1938 iniziò la costruzione di un grande stabilimento a Wolfsburg, in Germania, che divenne il quartier generale dell'azienda. Il progetto iniziale prevedeva la produzione di 150.000 auto all'anno, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale interruppe la produzione civile.
Volkswagen Durante la Guerra: Produzione Militare e Kübelwagen
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la produzione della Volkswagen fu convertita per scopi militari. La fabbrica di Wolfsburg divenne un importante sito di produzione per il regime nazista, fornendo veicoli per le forze armate tedesche.
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Ferdinand Porsche sviluppò il concetto di un'auto accessibile a tutti, la famosa Volkswagen "Maggiolino". Sebbene inizialmente destinato all'uso civile, il Maggiolino fu adattato per scopi militari, diventando un'importante risorsa per il regime nazista.
Tra i veicoli militari prodotti dalla Volkswagen durante la guerra spiccano il Kübelwagen e il Type 82E, versioni adatte ai terreni più difficili. Questi veicoli furono utilizzati principalmente dalle truppe tedesche in vari contesti di combattimento.
Il Dopoguerra: La Rinascita con il Maggiolino e il Transporter
Dopo la fine della guerra, la fabbrica di Wolfsburg fu riaperta e la produzione dell'auto del popolo riprese sotto la direzione degli inglesi, che assunsero il comando dello stabilimento. In seguito, la gestione fu ceduta allo Stato della Bassa Sassonia.
L'auto, rinominata "Volkswagen Beetle" (Maggiolino in italiano), divenne un'icona del design automobilistico e fu venduta in tutto il mondo. Il Maggiolino rappresentò un miglioramento e un aggiornamento del progetto d'anteguerra e si rivelò un successo assoluto, essendo stata commercializzata in 21.529.464 esemplari per 65 anni di fila.
Oltre al Maggiolino, un altro veicolo che contribuì al successo di Volkswagen nel dopoguerra fu il Transporter, un pulmino utile per il trasporto di merci o persone, molto utilizzato nel contesto bellico e successivamente apprezzato per la sua versatilità.
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Nel 1955 uscì dalla catena di montaggio di Wolfsburg il milionesimo Maggiolino, segnando un traguardo importante per l'azienda.
L'Espansione e la Diversificazione: Da Brand a Gruppo Multimarca
Negli anni '60, Volkswagen iniziò un processo di espansione e diversificazione, trasformandosi da un semplice brand a un gruppo multimarca. Nel 1964, acquisì l'Auto Union, che rinacque come Audi.
Nel 1965, Volkswagen passò da essere un brand a gruppo multimarca, segnando un elevato slancio di crescita.
Gli anni '70 videro l'introduzione di nuovi modelli, come la Passat e la Golf, che segnarono un'importante svolta per l'azienda. La Golf, lanciata nel 1974, divenne l'erede ufficiale del Maggiolino, adottando una piattaforma con trazione anteriore e un design più moderno.
Nella seconda metà degli anni Settanta, Volkswagen iniziò a delineare un profilo da "global player", con l'acquisto di nuovi marchi, la commercializzazione di prodotti di alta gamma e l'allargamento della produzione anche a settori diversi.
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Negli anni '80 e '90, Volkswagen continuò la sua espansione con l'acquisizione di Seat (1986) e Skoda (1991). Nel 1984, presero forma i primi accordi con una azienda cinese, la Shangai Tractor Automobile Corp, e nel 1985 entrò in funzione la prima linea di montaggio Volkswagen nella Repubblica Popolare cinese.
Gli Anni 2000: Innovazione, SUV e Mobilità Elettrica
A cavallo tra il 1990 e il 2000, sotto la dirigenza di Ferdinand Piech, il marchio iniziò un upgrade e ha acquisito Skoda. La produzione degli ultimi non ha accennato a rallentare, anzi, Volkswagen ha allargato l’orizzonte espandendosi anche nel segmento dei SUV. Nel 2002 è stata lanciata sul mercato la Tuareg, l’anno seguente è arrivata la Turan e, nel 2007, la Tiguan; quest’ultima è destinata a rimanere in vetta alle classifiche di vendita del brand.
Il nuovo millennio propiziò inoltre l'introduzione dei propulsori turbodiesel TDI con tecnologia iniettore-pompa, mentre nel 2001 arrivarono i benzina FSI a iniezione diretta, l'ammiraglia Phaeton nel 2002, dotata dello stesso pianale dell'Audi R8, la suv Toureag, parente stretta di Audi Q7 e Porsche Cayenne, la versione cabrio della New Beetle e la monovolume a 7 posti Touran (2003), la Fox, “figlia” della Lupo, la “nuova” Jetta, il modello monovolume Plus della Golf (2005), la Eos (2006), i propulsori TSI twincharged e le versioni Cross di Polo, Golf e Touran, la suv compatta Tiguan, le concept car Up! e Space Up! (2007), la Passat CC e la nuova edizione della Scirocco (2008), la quinta serie della Polo (2009), diventata l'anno successivo la seconda vettura Volkswagen a guadagnare il premio “Auto dell'Anno” dopo la Golf III nel 1992, più il nuovo Beetle, che occhieggia alle forme degli Anni 30, e la up! del 2011.
A cavallo tra il 2010 e il 2019, la casa di Wolfsburg ha iniziato a sperimentare l’ibrido diesel e l’elettrico con la XL1 e ha fatto il suo ingresso nel WRC con la Polo R, cui si aggiudicata dal 2013 al 2016 i titoli di costruttori e di piloti. Sul mercato hanno debuttano anche la piccola UP!, la coupé Arteon e l’Atlas.
Negli ultimi anni, Volkswagen ha presentato un ambizioso piano basato sulla mobilità elettrica, con l'obiettivo di diventare leader nel settore dei veicoli elettrici.
Il Dieselgate e le Sfide Attuali
L’entusiasmo è stato smorzato dal caso Dieselgate che ha investito l’azienda nel 2015 e riguarda le centraline irregolari dei motori TDI, ma questo non ha impedito al costruttore di arrivare a toccare le più alte cime del mercato in fatto di vendite.
Dopo il Dieselgate, lo scandalo del 2015 legato alle emissioni eccessive dei modelli diesel, la Volkswagen ha lanciato un piano di elettrificazione che ha portato alla creazione di modelli elettrici nati sulla piattaforma modulare specifica MEB.
Nonostante una crisi profonda che da anni sta attanagliando l’industria automobilistica europea, per i prossimi anni sono previsti 85 miliardi di euro di investimenti per lo sviluppo di nuovi modelli.
Modelli Attuali: Una Gamma Ampia e Completa
Oggi i modelli di Volkswagen coprono un portfolio prodotto davvero ampio e completo, sia in termini di carrozzerie sia di motorizzazioni. Si parte con la piccola up!, una vera e propria citycar da 3,6 metri assolutamente adatta per la guida in città e soprattutto per parcheggiare con disinvoltura, vista la forma compatta della sua carrozzeria. Ha quattro posti comodi e viene venduta solo in versione 3 porte con il 1.0 da 65 CV. Precedentemente sono arrivate sul mercato anche versioni elettriche e bi-fuel benzina/metano che si possono trovare d’occasione.
Salendo con i segmenti, la Polo è dal 1975 che riempie la casella di auto utilitaria e il successo, siamo arrivati alla sesta serie lanciata nel 2017, è lì a dimostrarlo. Oggi conta su motori benzina 1.0 (da 80 a 110 CV) e sulla hot-hatch sportiva GTI, che monta il 2.0 TSI con cambio automatico DSG da 207 CV.
Tra i modelli di Volkswagen recita ancora un ruolo da assoluta protagonista la Golf. Parliamo dell’ottava serie, oggi disponibile con una carrozzeria di circa 4,3 metri a seconda delle versioni e soprattutto tante motorizzazioni tra cui scegliere. Si parte dai 1.0 turbo benzina (il 110 CV è condiviso con Polo) per salire ai più potenti 1.5 TSI e 2.0 TSI. La Golf più potente in gamma è la “R”, con i suoi 333 CV e la trazione integrale 4Motion. A questi motori si aggiungono i motori ibridi mild (1.0 eTSI, da 110 a 150 CV), l’ibrida plug-in 1.4 eHybrid 204 CV e 1.4 GTE da 245 CV. Tra le Golf Diesel, i motori della famiglia TDI sono i 2.0 con potenze da 116 ai 200 CV della potente GTD con cambio DSG.
Salendo con la gamma, prima di occuparci dei modelli di Volkswagen elettrici, i SUV contano diversi modelli che hanno trovato l’apprezzamento dei clienti. C’è T-Roc, oggi tra le Volkswagen più vendute al mondo e disponibile anche con carrozzeria cabrio, che grazie al recente restyling ha guadagnato sia in tecnologia sia sul lato estetico. Per lei niente ibrido, solo i motori benzina TSI e i Diesel TDI. Stesso discorso per le più compatte T-Cross e Taigo, i B-SUV della Marca tedesca. Si somigliano almeno frontalmente, mentre la seconda propone una coda da piccola coupé alta da terra.
Salendo con le dimensioni dei modelli di Volkswagen si considerano Tiguan, Tiguan Allspace (la variante 7 posti), il monovolume Touran e la grande Touareg, nata nel 2002 in condivisione con la prima Porsche Cayenne. Sono altrettanto spaziose, ma decisamente più vicine al terreno, le station wagon Volkswagen. Sono due, la Golf Station (4,64 metri) e la segmento D Passat (4,78 metri).
Passando ai modelli di Volkswagen spinti da motori elettrici, la vettura più compatta in gamma è la ID.3 che dopo il restyling mantiene la sola trazione posteriore, la stessa potenza (204 CV) e viene offerta con due tagli di batteria, da 58 kWh (Pro Performance) e 77 kWh (Pro S). Salendo di segmento Volkswagen ID.4 e ID.5 condividono la stessa base, con la differenza che la seconda è la versione coupé della prima. Rispetto alla ID.3 offrono anche la trazione integrale (265 CV) fino ai 299 CV delle versioni GTX, che hanno o stanno ormai rimpiazzando la precedente generazione di sportive endotermiche conosciute con il nome di GTI. Completa la gamma delle ID la nuova ID.7, la più spaziosa tra le berline ID.
Infine, per il trasporto persone, si annoverano nella gamma Volkswagen i minivan, sia termici/ibridi sia elettrici, tra cui, in ordine di grandezza il Caddy (e Caddy California), il Caravelle 6.1, il California, il Grand California, il Multivan e l’ID.Buzz elettrico, nato con l’idea di rappresentare l’idea moderna dell’iconico Transporter della serie T che ha segnato un’epoca.
Prezzi: Un'Ampia Gamma per Tutte le Esigenze
I prezzi delle Volkswagen nuove variano a seconda del modello e degli allestimenti. La up! parte da 16.800 euro, seguita dalla Polo a 22.250 euro e dalla Golf a 28.500 euro. I SUV hanno prezzi che partono da 24.700 euro per la Taigo e la T-Cross, fino a 83.100 euro per la Touareg. I modelli elettrici hanno prezzi che partono da 41.900 euro per la ID.3, fino a 65.450 euro per la ID.5 GTX 4Motion.
Sul mercato dell'usato, è possibile trovare Volkswagen d'occasione a prezzi molto variabili, a partire da poche centinaia di euro per modelli datati fino a cifre elevate per modelli recenti o d'epoca.
Brand Concorrenti: Un Mercato Competitivo
Volkswagen, in quanto marchio generalista dai contenuti premium, deve confrontarsi con numerosi brand concorrenti. Tra questi, spiccano Tesla, Skoda, Seat, Audi, Peugeot, Renault, Fiat, Ford, Kia, Hyundai, Honda, Mazda e Toyota.
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