Dalle prime Fiat degli anni '30 alle moderne Maserati e Audi blindate, le automobili utilizzate dai Presidenti della Repubblica Italiana rappresentano un affascinante spaccato della storia del nostro paese, del suo gusto estetico e delle sue priorità in termini di sicurezza e rappresentanza. Un parco auto che, pur evolvendosi nel tempo, ha sempre cercato di coniugare eleganza, funzionalità e, soprattutto, italianità.
Le Origini: Fiat e Lancia nell'Italia del Dopoguerra
Il lungo elenco delle auto presidenziali inizia con sei Fiat 2800 Cabriolet acquistate nel 1939. Tre di queste - Aceste (targa Roma 73183), Admeto (Roma 73184) e Alcinoo (Roma 73185) - sono rimaste in servizio fino all’inizio degli anni ’60 servendo De Nicola, Einaudi e Gronchi. La Fiat 2800, presentata nel 1938, era un'auto di rappresentanza moderna e imponente, utilizzata anche da Mussolini. Negli anni del dopoguerra, con l'Italia in condizioni economiche critiche, la scelta dell'auto presidenziale non era una priorità. Tuttavia, la Fiat 2800, affiancata dalle prestigiose Lancia Dilambda e Astura, continuò a svolgere il suo ruolo.
Luigi Einaudi, secondo Presidente della Repubblica, scelse la Lancia Aurelia, un modello che si distingueva per l'eleganza classica e le innovazioni tecniche, come il primo motore sei cilindri a V in alluminio e la sospensione posteriore a ruote indipendenti. L'Alfa Romeo 1900, la prima "Pantera" della Polizia di Stato, venne anch'essa scelta da Einaudi per ampliare il parco auto del Quirinale. Questo modello segnò un punto di svolta per Alfa Romeo, che passò a tecniche di produzione più industrializzate.
Gli Anni '60: Lancia Flaminia, l'Icona Presidenziale
Il decennio degli anni '60 è indissolubilmente legato alla Lancia Flaminia, in particolare alla versione Presidenziale realizzata da Pinin Farina. Nel 1961, in occasione del centenario dell'Unità d'Italia, il Presidente Giovanni Gronchi commissionò quattro esemplari speciali, denominati "335" per la lunghezza del passo (335 cm). Queste vetture, con carrozzeria landaulet apribile nella parte posteriore, furono battezzate Belfiore, Belmonte, Belvedere e Belsito.
La Commissione Tecnica dell’ASI aveva esaminato le quattro Flaminia del Quirinale nel 2014. Battezzate Belfiore (telaio 813-99-1001, targa Roma 454308), Belmonte (telaio 813-99-1002, targa Roma 454306), Belvedere (telaio 813-99-1003, targa Roma 454307) e Belsito (telaio 813-99-1004, targa Roma 474229), risultano ancora oggi conservate in perfetto stato: colore blu notte, selleria in pelle Connolly nera, interfono per comunicare con l’autista, cinque sedute posteriori con ampio divano e due strapuntini. La Flaminia Presidenziale con carrozzeria “landaulet-cabriolet” è figlia del modello presentato nel 1957 al Salone di Ginevra come ammiraglia di alta classe caratterizzata da linea elegante, interni e finiture lussuose. Nel 1961, la Carrozzeria Pinin Farina realizzò la versione Presidenziale a passo lungo, denominata “335”, sigla che indica la misura del passo in centimetri. La vettura venne utilizzata per la prima volta dal Presidente Giovanni Gronchi in occasione della visita in Italia della regina Elisabetta II d’Inghilterra. Sono auto che il mondo ci invidia e che l’ASI ha contribuito a valorizzare ulteriormente. Hanno tenuto alto l’onore del motorismo italiano in occasione delle visite di capi di stato come John Fitzgerald Kennedy e Charles De Gaulle. Attualmente, la Belfiore e la Belvedere sono al Quirinale per le grandi occasioni del Capo dello Stato e delle più alte cariche della Repubblica.
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Le Flaminia "335" rappresentano un'icona del motorismo italiano e sono ancora oggi utilizzate per le grandi occasioni, come la parata militare del 2 giugno. La Flaminia “335” è la più famosa, ma il lungo elenco delle auto presidenziali inizia con sei Fiat 2800 Cabriolet acquistate nel 1939.
Gli Anni '70 e '80: Arrivano le Blindate e la Maserati Quattroporte
Negli anni '70, con l'aumento delle tensioni sociali e politiche, si affiancarono alle auto di rappresentanza le prime vetture blindate, a partire dall'Alfa Romeo 2000. Sandro Pertini introdusse la Maserati Quattroporte, un'auto che divenne simbolo del suo mandato.
Nel dicembre del 1979, la Maserati Quattroporte III veniva presentata al Quirinale davanti agli occhi attenti del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. L’auto piacque al Presidente e, nel 1982, il Quirinale ordinò una Maserati Quattroporte III blindata da realizzare secondo le specifiche dettate dal Presidente della Repubblica. La vettura venne consegnata nel 1983, come richiesto venne verniciata in colore Blu Sera e venne utilizzata per le grandi occasioni, in alternanza con l’ammiraglia del Biscione dell’epoca, l’Alfa 6. All’interno i rivestimenti erano in velluto marrone, corredati da pannelli porta in pelle bordeaux. La vettura, targata "Roma 90044D", entrò in servizio il 27 febbraio 1983 e come consuetudine le venne dato un soprannome: "Calliope" (in greco "dalla bella voce"), omaggio alle note del suo potente 8 cilindri. L’esemplare era caratterizzato da un accessorio unico, richiesto espressamente dal Presidente: un ampio posacenere con porta pipa, situato tra le due sedute posteriori. L'intero progetto di allestimento interno ruotava attorno a questo dettaglio e pertanto fu necessario sostituire il divano posteriore. La dotazione di bordo di questa speciale Quattroporte includeva il mobile bar, l’impianto telefonico e l'interfono per parlare con l’esterno della vettura senza aprire i finestrini. Nella parte posteriore del padiglione era presenta anche un ampio tetto apribile che permetteva al Presidente di viaggiare in piedi e salutare la folla.
La Maserati Quattroporte III è stata la prima delle Maserati presidenziali. L'auto piacque al Presidente e, nel 1982, il Quirinale ordinò una Maserati Quattroporte III blindata da realizzare secondo le specifiche dettate dal Presidente della Repubblica. La vettura venne consegnata nel 1983, verniciata in colore Blu Sera e soprannominata "Calliope". Era dotata di un ampio posacenere con porta pipa, mobile bar, impianto telefonico e tetto apribile.
Negli anni '80, le Lancia Thema e K Limousine sostituirono la Maserati Quattroporte. Nel 1985, Francesco Cossiga optò per l'Alfa Romeo 164, una vettura dall'immagine moderna e grintosa.
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Gli Anni 2000: Lancia Thesis e il Ritorno di Maserati
All'inizio degli anni 2000, la Lancia Thesis divenne l'auto di rappresentanza, seguita dalla Maserati Quattroporte "Livorno" nel 2005, durante la presidenza Ciampi. Nel luglio del 2004 l’allora Presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo presentò alla Presidenza della Repubblica la prima delle quattro Maserati Quattroporte V (blindate) in dotazione alle più alte cariche dello Stato.
Quello della Lancia Thesis è stato un altro progetto difficile per il gruppo Fiat. A partire dal massiccio impiego di elettronica che portò ad un ritardo nell’entrata in produzione del modello e creò non pochi grattacapi alla clientela. Vi era poi lo scoglio di uno stile, che sospeso tra passato e futuro, divideva gli animi mentre la concorrenza procedeva spedita, consolidando il proprio status. Anche questa volta, un’errata valutazione dell’offerta commerciale finì per tarpare le ali ad un’auto di gran classe e dai contenuti importanti: si pensi alle sospensioni a controllo elettronico Skyhook, al navigatore satellitare Connect Nav con infotraffico o ancora alle diverse funzioni (compresa quella con massaggio) dei sedili o ancora al tetto apribile con celle solari per poter azionare il climatizzatore anche a vettura ferma.
L'Era Moderna: Lancia Thema, Maserati e l'Incursione di Audi
Giorgio Napolitano, per il secondo insediamento del 2013, optò per una Lancia Thema made in Usa, una Chrysler 300C rimarchiata. L’occasione, d’altra parte, era eccezionale: per la prima volta un presidente della Repubblica veniva eletto per un secondo mandato. Senza contare la pioggia di quel giorno, non proprio adatta all’utilizzo “en plein air” della Flaminia listata a festa. Sebbene sia stata tutt’altro che un successo commerciale in Italia e in Europa (tale da uscire anzitempo dai listini, al contrario dell’omologa gemella Chrysler 300 negli Usa), l’ex ammiraglia (senza erede) di casa Lancia è stata apprezzata anche dall’attuale Capo dello Stato, che la utilizza ancora negli spostamenti ufficiali, oltre all’odierna Maserati Quattroporte (qui sopra). Così come in anni passati sono state gradite dai presidenti di turno - Ciampi e lo stesso Napolitano - le Lancia Thesis. Tra queste, anche una versione limousine donata nel 2003 da Umberto Agnelli a Carlo Azeglio Ciampi e destinata ad accompagnare i capi di stato stranieri in visita a Roma.
Attualmente, il parco auto presidenziale include Maserati Quattroporte. Recentemente, ha suscitato polemiche la scelta di utilizzare una Audi A8 L Security blindata al posto della Maserati Quattroporte. Nicola Porro, Giornalista de Il Giornale e popolarissimo Youtuber, ha criticato la scelta del team del Presidente della Repubblica italiana di utilizzare la Audi A8 L Security al posto della Maserati Quattroporte blindata che gli era stata donata dal Tridente lo scorso anno. Senza nulla togliere alla Audi A8 L Security - che è tutt'oggi una delle auto blindate più sicure al mondo con il suo standard di sicurezza VR7 nativo - la Maserati Quattroporte presente nella autorimessa del Quirinale fa parte di una tradizione nazionale da oltre 40 anni (anche Pertini ne usava una) e non si scorge motivo per evitare di usarla in queste occasioni così speciali. Qualcuno sottolinea che il maggior livello di blindatura della Audi abbia portato a questa scelta, ed è giustissimo, ma è anche vero che la berlina del Tridente è stata usata dal Presidente lo scorso 2 giugno nei festeggiamenti per la festa della Repubblica e viene utilizzata spesso per accompagnare ospiti e rappresentanze politiche straniere.
Rimane aperta la questione dell'introduzione di un SUV nel parco auto presidenziale. Molti Capi di Stato, fra cui quello americano, viaggiano ormai a bordo di auto alte a trazione 4×4, lasciandosi alle spalle la regola che vuole una elegante e filante berlina per le più alte cariche dello Stato. Non è noto quindi se alla Audi A8 di cui Ragusanews ha parlato in questo articolo, il presidente Mattarella preferirà da oggi in poi una più alta e comoda Jeep, o se l’auto che abbiamo visto in Piemonte abbia fatto una saltuaria apparizione e appartenga alla disponibilità delle forze dell’ordine e non al garage del Quirinale.
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Berlusconi e le Auto: Tra Audi e Passioni Discrete
Contrariamente a molti miliardari, Silvio Berlusconi non è mai stato un grande collezionista di automobili ad alte prestazioni. Prima della discesa in politica, comunque, Berlusconi possedeva una Range Rover del 1988, venduta diversi anni fa. Tuttavia, la sua compagna di viaggi preferita è stata certamente l’Audi A8, l’ammiraglia della casa tedesca, scelta in edizione a passo lungo con blindatura fornita dal costruttore stesso. Difficile, ma non impossibile, che Berlusconi l’abbia persino guidata personalmente, “togliendo il volante” al suo autista. L’Audi A8 è stata peraltro l’auto più amata da Silvio Berlusconi.
Prospettive Future: Elettrificazione e Italianità
Anche se già altre istituzioni hanno a disposizione vetture di marchi esteri (ad es. le vetture usate da qualche anno dal presidente del Consiglio e da alcuni ministri sono delle VW Passat), sarà (giustamente) alquanto improbabile vedere vetture non italiane sul colle più importante di Roma e d’Italia, a meno che non si voglia rischiare la lesa maestà! Per ciò che riguarda invece il tipo di motorizzazione, presumo che il prossimo Presidente non verrà scortato su una vettura elettrica, ma quello successivo, che dovrebbe essere nominato nel 2029, probabilmente abbraccerà la nuova tipologia di mobilità, anche se non è detta l’ultima parola: ogni giorno c’è un capitano d’azienda dell’automotive che fa il passo del gambero riguardo la volontà di puntare effettivamente tutti gli investimenti sulla mobilità elettrica.
Il futuro delle auto presidenziali potrebbe vedere l'introduzione di modelli elettrici, pur mantenendo un forte legame con l'italianità.
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