La Fiat Panda 4x4 ha segnato la storia del fuoristrada, diventando un'icona capace di affrontare il tempo e i chilometri. Nata nel 1983, questa vettura compatta ha conquistato il pubblico per la sua praticità e accessibilità. Nel corso degli anni, la Panda 4x4 è stata oggetto di numerose elaborazioni, dimostrando la sua versatilità anche in competizioni come la Dakar.

Fiat Panda 4x4: Un'Icona del Fuoristrada

La storia del fuoristrada è stata scritta da poche auto, veicoli iconici e spesso ancora in grado di dire la loro nonostante i tanti anni, non di rado più di 30, e i numerosi chilometri passati sotto le loro ruote tassellate. La Fiat Panda 4×4 arrivò nel 1983, iniziò così la storia in fuoristrada di questo piccolo esempio del genio italico, una vetturetta compatta, alla portata di tutti, capace di conquistare i favori di molti proprio per la sua praticità. Le versioni successive alla prima, decisamente innovativa, furono sempre meno spartane e più rifinite, ma ancora oggi raffigura l’auto di famiglia, pur rimanendo al passo con i tempi grazie anche alla versione ibrida. Naturalmente negli anni è stata oggetto di elaborazioni di vario tipo, perfino la Dakar è diventata un’avventura alla sua portata.

La Fiat Panda 4x4 Preparata per il Panda Raid

La Fiat Panda 4×4 del test è stata preparata per affrontare la gara del Panda Raid grazie ad una preparazione specifica, realizzata da un’azienda specializzata come la Euroturbo, rendendola in grado di affrontare i percorsi tipici della Tunisia o del Marocco. Si tratta di una piccola opera d’arte, studiata nei minimi particolari, che ha subito ricevuto il favore degli appassionati quando è stata esposta alla Fiera Internazionale del Fuoristrada 2022 di Viareggio.

Esterno: Sobrietà Apparente

L’esterno della Fiat Panda 4×4, può sembrare eccessivo definirlo sobrio per un’auto destinata all’esclusivo utilizzo in gara, eppure esternamente la Fiat Panda 4×4 preparata da Euroturbo non esprime del tutto la sua anima sportiva, perlomeno non fornisce molti gli indizi per comprenderla e perfino il colore della carrozzeria resta quello originale, peraltro un pacifico e rilassante verde acqua marina. Come ad esempio i faretti a LED supplementari integrati nel paraurti anteriore e posteriore, più difficile invece notare che i LED ora sono anche nei gruppi ottici anteriori principali, pur rimanendo identica la struttura esterna.

Interni: Un Abitacolo da Competizione

All’interno della Fiat Panda 4×4 spicca la reale attitudine alle competizioni di questo piccolo fuoristrada si esprime principalmente, dove nulla è più come era. Sedili, cinture di sicurezza, pedali e volante sportivi sono i primi ad accogliere il pilota, che peraltro ha già realizzato di essere in una vera macchina da corsa quando ha dovuto scavalcare una delle due barre laterali del robusto rollbar, barre che per comodità possono essere smontate e rimosse. I piedi poggiano su un rivestimento in mandorlato, al di sotto del quale sono stati montati dei pannelli ignifughi che impediscono al calore sprigionato dal nuovo scarico di invadere l’abitacolo. L’impianto elettrico è separato e munito di due staccabatterie, uno per tutti i servizi, l’altro per il motore, quindi non è necessario girare la chiave per avere i servizi a disposizione. Sempre per regolamento non poteva mancare l’impianto di estinzione, in più si notano all’interno potenti luci al neon e faretti da lavoro laterali che illuminano verso l’esterno. Nel vano bagagli è stato eliminato tutto per fare spazio non solo al serbatoio della benzina, ma anche alle piastre da sabbia: anziché fissarle all’esterno, sono state collocate internamente con un’originale soluzione che ricorda la posizione della cappelliera. Poi c’è il compressore dell’aria, con già fissato manometro e interruttore, varie prese USB e due bauletti portaoggetti di derivazione motociclistica per contenere tutto ciò che non può prendere polvere. Due ruote di scorta sono fissate al centro in modo da essere facilmente estraibili, in dotazione anche una serie di attrezzi che possono tornare utili specialmente sulle lunghe percorrenze.

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Interventi sul Motore

Vediamo cosa è stato fatto per migliorare l’efficienza del motore, e come si è intervenuti. Al motore di questa Fiat Panda 4×4 si è proceduto esclusivamente con quanto concesso dal regolamento, è palese che solo per questo motivo il propulsore non ha subito particolari interventi, tuttavia si è lavorato per migliorare prestazioni ed affidabilità. E’ stata incrementata la capacità dell’impianto di raffreddamento installando un radiatore supplementare e ben due vaschette dell’acqua, mentre al posto di quella originale è stato posizionato il tubo di aspirazione dello snorkel. Per mantenere un elevato livello di sicurezza sono stati sostituiti i tubi della benzina, considerata la loro posizione limitrofa al nuovo impianto di scarico totalmente ricostruito in maniera artigianale in acciaio inox. Sostituita anche la batteria, quella di serie ad acido rischia di andare in corto con le sollecitazioni in fuoristrada. Alle spalle dell’equipaggio, oltre al grande serbatoio da 80 litri a norma FIA, è stato montato un compensatore collegato ad un altro serbatoio: in caso di forte pendenza o ribaltamento del mezzo, il motore rimane sempre in moto, perché il carburante non viene mai a mancare grazie anche a due pompe, delle quali una riempie la cassa di compensazione e l’altra alimenta il motore. Si è provveduto anche a lasciare un’uscita per il carburante, in modo da verificarne pressione o quantità in caso di problemi, fermo restando che sulle auto da competizione tale uscita ora è obbligatoria per prelevare un campione del carburante stesso.

Assetto: Il Cuore della Trasformazione

L’assetto di questa Fiat Panda 4×4 è il vero nodo centrale della rinnovata dinamica del mezzo. I nuovi ammortizzatori anteriori e posteriori, che al retrotreno lavorano unitamente alle balestre, sono di tipo coilover con molla regolabile e sono stati adottati per aumentare stabilità e affidabilità.

Impressioni di Guida

La cosa che colpisce subito quando ci si avvicina a questa Fiat Panda 4×4 è la notevole differenza tra l’esterno e l’interno. Vista da fuori sembra la classica utilitaria con piccole modifiche per sembrare più sportiva e ammiccante, ma appena si apre la portiera per entrare nell’abitacolo si cambia totalmente opinione. Dentro la cellula abitativa tutto è studiato per affrontare le competizioni, sia nell’area dedicata a pilota e navigatore, sia nella zona posteriore, della Panda di serie è rimasto poco o nulla. Ci si accomoda sui nuovi sedili sportivi facilmente regolabili e si allacciano le cinture racing, poi una volta in movimento si ritrovano almeno in parte i ricordi della Panda originale, perché come da regolamento il motore non è stato praticamente toccato. E infatti non è quello il suo vero punto di forza, quanto il diverso assetto garantito dai nuovi ammortizzatori, che rendono la macchina più stabile e reattiva, decisamente divertente da guidare anche su asfalto. Naturalmente il suo habitat preferito non è quello caratterizzato dal fondo bitumato, anche perché non è omologata per la circolazione su strada. La preparazione infatti è studiata per affrontare raid su distanze impegnative, dove tornano in gioco i vantaggi assicurati da ammortizzatori che, sebbene risultino più rigidi ad andatura ridotta, assorbono in maniera più consistente le asperità del terreno anche a velocità sostenute e allo stesso tempo garantiscono un rendimento costante, rimanendo ad una temperatura di esercizio ottimale nonostante le numerose sollecitazioni tipiche delle lunghe percorrenze. Sui tratti più impegnativi vengono in aiuto la frizione rinforzata e soprattutto il blocco posteriore, elementi indispensabili in certe circostanze per ottenere la massima trazione, e dove anche il motore può subire un innalzamento della temperatura, anche perché proprio nelle situazioni più complicate si viaggia solo con le prime due marce: ecco allora che la ventola supplementare azionabile dall’interno rappresenta un componente di estrema importanza.

Considerazioni Aggiuntive

Testata e Pistoni

Con una testata Fiat 110 F o 126 ben preparata monocondotto con valvole 36 e 29, rapporto di compressione circa 10/1, carburatore 28 portato a 30 oppure Weber 34 ICH, albero a camme 35/75-75/35, equilibratura elettrodinamica fatta da una Ditta competente, scarico sportivo, gruppo cilindri e pistoni diam.

Rotazione dei Pistoni

Se giri la maggioranza dei pistoni sottosopra e li osservi attentamente vedrai che lo spinotto non è esattamente sul diametro. Questa è un intelligente trovata per favorire la ripartenza dal PMS. Infatti se lo immagini montato, la biella al PMS sarà leggermente piegata in avanti, in corrispondenza dello spinotto, dal lato in cui dovrà scendere per seguire il senso di rotazione del motore.

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Scarico Diesel

Ti sbagli lo scarico sul diesel serve per migliorare il funzionamento della turbina e evitare di farla soffrire troppo per lo carico restrittivo per le norme anti inquinamento.

Disassamento del Pistone

All'interno del motore il pistone muove di moto rettilineo alternato. Per mezzo della biella viene trasformato il moto rettilineo in moto rotatorio che viene impresso all'albero motore. Per agevolare la rotazione dell'albero quando il pistone si trova ai punti morti (superiore o inferiore) è stato escogitato un sistema che prende il nome di disassamento dello spinotto o perno del pistone. Come potete vedere dalla figura che ha mandato Fabio, con il quale ci siamo appena sentiti per telefono, la biella è inclinata verso sinistra, mentre il motre gira verso destra (senso orario). Quindi rispondendo al quesito telefonico sul disassamento del pistone bisogna mettere la parte più stretta in senso opposto alla rotazione, quindi all'opposto dell'albero della distribuzione. Infatti i pistoni hanno sempre qualche millimetro di disassamento e tale valore va riportato SEMPRE in senso opposto alla rotazione, pena paurose e rovinose vibrazioni.

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