Il fascino degli antichi bar italiani risiede nella loro capacità di custodire storie, aneddoti e tradizioni secolari. Questi locali, spesso situati nel cuore delle città, sono testimoni di cambiamenti sociali, economici e culturali, diventando punti di riferimento per intere generazioni. Un esempio emblematico è il Bar Povero di San Damiano d'Asti, un locale con oltre cento anni di storia che incarna l'anima autentica dell'Italia.

Il Bar Povero: Un Secolo di Storia Sotto i Portici di San Damiano

Situato sotto i portici di San Damiano d'Asti, il Bar Povero è un vero e proprio gioiello storico. La sua storia è strettamente legata alla cittadina, fondata nel 1275 e caratterizzata da un impianto urbanistico che ricorda un accampamento militare romano. I portici, che un tempo correvano lungo il "Decumano", racchiudono secoli di vita e di incontri, testimoniando il passaggio della grande borghesia del XX secolo.

Enzina Sarti, l'attuale proprietaria, racconta con passione la storia del "suo" locale, un caffè pasticceria che ha visto passare personaggi illustri come l'ex regina del Belgio, la principessa Paola di Liegi, quando veniva a trovare i suoi parenti alla tenuta degli Alfieri a San Martino. "Per me fu un'emozione", racconta Enzina, che ha vissuto i primi vent'anni della sua vita in Belgio, dove suo padre lavorava nel distaccamento Fiat a Waterloo.

Il Bar Povero conserva ancora oggi l'atmosfera di un tempo, con la boiserie originale di fine '800, le tende arancioni drappeggiate a volant e un'antica scritta del Vermouth di Torino Ballor Antica Grande Marca 1856. L'odore del caffè si mescola al profumo dei libri, messi a disposizione dei clienti in un angolo del locale.

"Il locale nacque come torrefazione", spiega Enzina, che continua a servire il caffè Vergnano, scegliendo personalmente le miscele da utilizzare nel macinacaffè per fare l'espresso. Un tempo, il Bar Povero era frequentato dalla gente agiata, nonostante il nome dell'insegna. L'attività fu avviata dalla famiglia Povero, il cui cognome è ancora oggi legato al locale.

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Aneddoti Storici e Ricordi Personali

Nel racconto di Enzina, aneddoti storici si alternano a episodi personali. Prima di San Damiano, Enzina aveva una tabaccheria a Torino. Poi, nel novembre 1998, la svolta: "Mia figlia Gabriella ha conosciuto suo marito che era di San Damiano. Ha le serre a San Pietro. E ci siamo trasferiti". Anche l'altra figlia, Raffaella, sposa un sandamianese: sua figlia, Matilde, ama stare dietro il bancone e da grande, dice, farà la barista.

"È cambiato tanto il lavoro in vent'anni", racconta Enzina, ricordando i tempi in cui le famiglie venivano a fare colazione quasi tutti i giorni. Oggi, a causa delle mutate condizioni economiche, la clientela è diversa e il lavoro è calato. Un tempo, il Bar Povero aveva un laboratorio interno di pasticceria per fare i dolci e i gelati, ma negli anni è stato chiuso e ci si affida a un bravo pasticciere esterno.

Nonostante i cambiamenti, il Bar Povero continua ad attrarre clienti e turisti, affascinati dalla sua storia e dalla sua atmosfera unica. Oltre alla regina del Belgio, il locale ha visto passare cantanti, attori e volti famosi come Michele Santoro, Renato Pozzetto e Bruno Gambarotta.

L'Enoturismo e la Valorizzazione del Territorio

Il Bar Povero beneficia anche del crescente flusso di turisti che visitano San Damiano d'Asti e il vicino Roero, attratti dalle eccellenze enogastronomiche del territorio. L'antica Casa Vinicola Scarpa di Nizza Monferrato, in collaborazione con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha avviato un progetto di valorizzazione aziendale, volto a rilanciare il marchio e a promuovere la storia e i grandi vini del Monferrato.

Il progetto coinvolge tre studenti dell'università di Scienze Gastronomiche, che stanno lavorando all'immagine, alla storia e alla promozione dei vini Scarpa. Nelle cantine della Banca del Vino di Pollenzo, esperti enologi hanno ripercorso 27 anni di vini Scarpa con una degustazione magistrale, celebrando l'eccellenza della Bogliona - Barbera d'Asti, del Briccorosa - Rouché e de La Selva di Moirano - Brachetto vinificato secco.

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Tra i progetti di Scarpa, un ruolo importante è riservato all'ospitalità nelle affascinanti cantine e nelle cascine di proprietà, considerate un aspetto strategico per la nuova era aziendale.

Caffè Storici: Un Viaggio nel Tempo

Il Bar Povero è solo uno dei tanti esempi di caffè storici italiani, locali che hanno attraversato i secoli, mantenendo intatto il loro fascino e la loro identità. A Torino, ad esempio, si possono trovare caffè con una storia secolare, veri e propri simboli della città.

  • Caffè Al Bicerin (aperto nel 1763): Nato come bottega di acquacedratario, il Caffè Al Bicerin è famoso per l'omonima bevanda calda, servita con caffè, cioccolata, latte e uno sciroppo "segreto".
  • Caffè Fiorio (aperto nel 1780): Frequentato da aristocratici e conservatori, il Caffè Fiorio era soprannominato "Caffè dei codini" o dei Machiavelli.
  • Caffè San Carlo (aperto nel 1822): Al contrario del Fiorio, il Caffè San Carlo era frequentato da personalità politiche e intellettuali di idee progressiste, come Crispi e Gramsci.
  • Caffè Stratta (aperto nel 1836): Nato come pasticceria, il Caffè Stratta è famoso per i suoi mix di cioccolato e spezie, che attirano golosi torinesi e turisti da tutto il mondo.
  • Baratti & Milano (aperto nel 1858): Fondato da Ferdinando Baratti ed Edoardo Milano, questo caffè è famoso per il cioccolatino "cremino", creato da Baratti.

Questi caffè storici rappresentano un patrimonio culturale inestimabile, testimoni di un'epoca in cui il caffè era un luogo di incontro, di scambio di idee e di socializzazione.

Fiat: Un'Epoca che Volge al Termine?

La storia del Bar Povero e degli antichi caffè italiani si intreccia con la storia di grandi aziende come la Fiat, che hanno segnato lo sviluppo economico e sociale del Paese. Tuttavia, negli ultimi decenni, la Fiat ha attraversato una fase di declino, culminata in una drammatica crisi.

Valerio Castronovo, autorevole storico della Casa torinese, ha analizzato le cause di questa crisi, individuando nel mancato adeguamento al mercato globale e nelle scelte strategiche sbagliate del management alcuni dei fattori determinanti. La crisi ha portato alla liquidazione di impianti storici come quello di Termini Imerese, suscitando polemiche e preoccupazioni per il futuro dell'industria automobilistica italiana.

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La storia della Fiat è un esempio di come le aziende, anche quelle più grandi e potenti, possano subire trasformazioni radicali a causa dei cambiamenti economici e sociali. La chiusura di stabilimenti storici come quello di Arese, dove un tempo si producevano le Alfa Romeo, rappresenta una perdita dolorosa per il patrimonio industriale italiano.

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